All’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles è stata inaugurata la mostra “Carlo Rambaldi: Dreaming the Cosmos”, che mette in luce il lavoro pittorico e scultoreo dell’artista noto per aver creato alcune delle creature più amate e inquietanti del cinema. La rassegna, aperta con un’inaugurazione ieri sera, presenta tre statuette degli Oscar, una testa dorata di E.T. e una serie di paesaggi extraterrestri tra città futuristiche, architetture impossibili e pianeti lontani. Con l’evento, Hollywood dà il via alle celebrazioni in onore del maestro italiano degli effetti speciali, che giovedì riceverà una stella postuma sulla Walk of Fame.
Scomparso nel 2012, Rambaldi era nato nel 1925 in provincia di Ferrara. Cresciuto tra gli ingranaggi dell’officina di famiglia e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, lavorò con registi come Fellini, Pasolini e Dario Argento prima di approdare oltreoceano grazie a Dino De Laurentiis. Con le sue creature meccaniche, capaci non solo di muoversi ma anche di esprimere emozioni e sembrare vive, vinse tre Oscar per gli effetti speciali: nel 1977 per King Kong di John Guillermin, nel 1980 per Alien di Ridley Scott e nel 1983 per E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg.
La mostra, curata da Cristina Lippolis Rambaldi — nipote dell’artista e vicepresidente della fondazione a lui dedicata — espone una selezione di dipinti che “nascono come studi visivi per ‘Millennium’, il grande progetto che non vide mai la luce”. Uno di questi lavori, “Città Spaziale 2”, è stato trasformato in un ambiente immersivo nell’installazione in realtà virtuale “Alien Perspective”, presentata nel 2025 alla Mostra del Cinema di Venezia. “Qui a Los Angeles quei mondi tornano alla loro forma originaria: la tela, e trovano uno spazio fisico in cui essere incontrati”, spiega la curatela dell’esposizione.
“Prima ancora del cinema, Carlo Rambaldi era un artista, e non ha mai smesso di esserlo”, ricorda la figlia Daniela, presidente della Fondazione. “Aveva una curiosità inesauribile e la capacità di immaginare ciò che ancora non esisteva, per poi cercare il modo di renderlo reale”.
La mostra è promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles insieme alla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi, sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia, del Ministero della Cultura e di Cinecittà. “Rambaldi non si limitava a dare forma all’immaginazione: attraverso la pittura, la scultura e il cinema interrogava continuamente il rapporto tra essere umano, materia, tecnologia e futuro. Le sue opere ci ricordano che immaginare altri mondi significa anche interrogarsi sul nostro”, ha dichiarato Emanuele Amendola, direttore dell’istituto. La console generale Raffaella Valentini ha aggiunto: “Nel suo percorso ritroviamo una delle qualità più riconoscibili della creatività italiana: la capacità di mettere ricerca, tecnica e immaginazione al servizio di un linguaggio universale”.


























































