giovedì, Ottobre 22, 2026
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Manchester United umiliato: Carrick a rischio, Conte tra i candidati

Il destino di Michael Carrick sulla panchina del Manchester United sembra sempre più incerto dopo la sconfitta di Como. In vista della partita di domenica contro il Bournemouth, la dirigenza dei Red Devils avrebbe già avviato contatti per valutare un cambio in corsa: secondo indiscrezioni rilanciate dalla stampa inglese sarebbero stati presi in considerazione cinque candidati, tra i quali figura anche Antonio Conte.

In cima alla lista dei preferiti, indicato anche dai bookmaker, c’è Eddie Howe. L’allenatore inglese, 48 anni, ha vinto la Coppa di Lega nel 2025 alla guida del Newcastle, interrompendo un’attesa di settant’anni per un trofeo nazionale. Tra gli altri nomi sondati ci sarebbe Julian Nagelsmann, 39 anni, ex tecnico del Bayern Monaco ed ex ct della Germania, reduce dall’esonero per il flop ai Mondiali e ritenuto un profilo adatto a rilanciare lo United.

Tra i profili più presenti sui media compare Antonio Conte, 57 anni, che in carriera ha vinto la Premier League e la FA Cup con il Chelsea. Secondo le ricostruzioni, Conte sarebbe interessato alla panchina di Old Trafford ma avrebbe posto condizioni stringenti, tra cui pieni poteri nelle scelte di mercato e un ruolo centrale nella costruzione della squadra. Il suo nome è stato accostato anche a un possibile ritorno alla Juventus per prendere il posto di Luciano Spalletti, ipotesi che però viene descritta come più un sogno dei tifosi che una realtà all’ordine del giorno.

Completano la rosa dei potenziali successori Fabian Hürzeler, 33 anni, ritenuto artefice dei progressi del Brighton, e Kieran McKenna, 40 anni, protagonista delle promozioni dell’Ipswich in Premier League. Per entrambi, tuttavia, restano incognite legate all’esperienza e alla disponibilità ad affrontare una sfida di tale portata.

Dopo l’umiliante 4-1 subito a Como, Carrick si è scusato con i tifosi: “mi prendo il 100% delle responsabilità, la prestazione è stata inaccettabile. Futuro? Non so cosa accadrà, ma non sono io al centro della situazione. L’importante è il club e noi non siamo stati all’altezza di ciò che rappresenta”. Nonostante la maggioranza degli osservatori ritenga segnato il destino dell’allenatore, alcuni dirigenti dello United ritengono che i frequenti cambi in panchina — otto dal 2013, anno del ritiro di sir Alex Ferguson — non abbiano arrestato il declino della squadra e che Carrick sia stato in parte penalizzato dalle prestazioni al di sotto delle aspettative dei giocatori.