sabato, Ottobre 17, 2026
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Meloni rilancia lo sconto Irpef: favorevole all’estensione al 33% oltre 50mila euro

Giorgia Meloni rilancia la proposta di estendere al 33% l’aliquota Irpef oltre l’attuale soglia dei 50 mila euro. “Sono ovviamente più che favorevole all’estensione dell’aliquota Irpef al 33% oltre l’attuale soglia dei 50mila euro”, ha detto alla Camera, facendo propria una delle misure più dibattute della prossima legge di Bilancio. Tre milioni e trecentomila contribuenti tornano così a sperare nella misura che, nella sua versione discussa in precedenza, prevedeva di elevare la soglia fino a 60 mila euro.

La proposta richiederebbe risorse pari a 2,7 miliardi all’anno. Meloni ha precisato che “molto dipende dalle risorse di cui potremo disporre”, aggiungendo che il governo è alla ricerca di coperture e ricordando le richieste rivolte alla Commissione europea. Al centro del confronto con Bruxelles, ha spiegato la premier, ci sono due punti: che lo shock energetico inflazionistico venga considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole e che si possa utilizzare, almeno in parte, l’extragettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per misure “temporanee e mirate” a favore di imprese e famiglie.

In un messaggio rivolto a Confesercenti Meloni ha inoltre affermato: “Taglieremo ancora le tasse”.

Più elementi sulla manovra dovrebbero emergere dal documento programmatico di bilancio che il consiglio dei ministri approverà e invierà a Bruxelles entro domani. Il documento conterrà, oltre alle previsioni macroeconomiche, “elementi” sulla prossima manovra. Per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti l’auspicio è di attendere l’esito del confronto con Bruxelles sulla clausola di salvaguardia Nec per energia e difesa, così da poter presentare alle Camere una manovra con contenuti “definiti”.

Ieri il Parlamento ha dato il via libera allo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi fino al 2028. Per l’approvazione definitiva è però necessaria la pronuncia del Consiglio, prevista all’Eurogruppo del 9 novembre. Per questo motivo il termine del 20 ottobre per la presentazione del disegno di legge, che non è perentorio, probabilmente non sarà rispettato, sebbene non sia escluso che non si arrivi a novembre.

Nei prossimi giorni l’agenda del governo sarà dedicata alle missioni internazionali: Meloni parteciperà al Consiglio europeo a Bruxelles, mentre Giorgetti sarà a Bangkok per le riunioni annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale e per gli appuntamenti di G7 e G20.

Nel dibattito politico interno continua la discussione sulla mancata indicizzazione all’inflazione degli scaglioni dell’Irpef, delle detrazioni e della no tax area, il cosiddetto fiscal drag. Secondo dati della Ragioneria generale dello Stato diffusi dalla deputata Dem Maria Cecilia Guerra, l’effetto per lavoratori dipendenti e pensionati è stato stimato in 4,4 miliardi nel 2026, a cui si aggiungono 3,4 miliardi per il 2027, 2,4 miliardi per il 2028 e 2,8 miliardi per il 2029.

La Cgil chiede da tempo che il fiscal drag venga restituito a lavoratori e pensionati, calcolando che la spesa pagata in più tra il 2022 e il 2025 raggiunga 30 miliardi. Intervenuta a Palazzo Madama e sollecitata dalla senatrice di Iv Anna Maria Furlan, Meloni ha dichiarato: “Il governo ha restituito più di quanto ha preso attraverso il drenaggio fiscale, aiutando in particolar modo i lavoratori dipendenti”. Sul punto il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari ha replicato: “Non è affatto vero per i pensionati, cui non è stato restituito assolutamente nulla”.