“Noi cerchiamo di fare la nostra parte. Le sanzioni sono state il nostro migliore strumento di deterrenza, su questo non dobbiamo fare passi indietro”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ai cronisti al termine del Consiglio europeo, sottolineando che, “alla luce delle notizie viste”, era “fondamentale che ci fosse un linguaggio chiaro sul tema delle sanzioni”.
La premier si è detta ottimista riguardo alla maggiore flessibilità richiesta dall’Italia, dopo aver “parlato” con la presidente Ursula von der Leyen in merito alle richieste italiane per affrontare la situazione complessa che tutti gli Stati membri stanno fronteggiando. “Penso che ci siano i margini per avere maggiore flessibilità stando nelle attuali regole anche con riferimento a quello che riguarda gli investimenti sulle energie”, ha affermato.
Meloni ha poi ricordato che nelle conclusioni del Consiglio europeo sono entrate diverse questioni sollevate dall’Italia nelle scorse settimane, anche nel documento presentato insieme alla Repubblica Ceca sulla questione degli ETS: c’è il riferimento alla Research stability Market, agli Ets2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardia per gli Ets2, e il riferimento alla revisione dell’ETS, che la premier ha definito “particolarmente urgente”.
Al termine del Consiglio Meloni ha inoltre annunciato la chiusura della trattativa con la Commissione europea sul cosiddetto decreto bollette, misure che avevano bisogno dell’ok della Commissione. “È stata una trattativa lunga, ma costruttiva che ci ha portato a trovare una soluzione ed è molto importante perché questo ci consente di intervenire sulla generazione del prezzo dell’elettricità e sull’impatto che il costo del gas”, ha spiegato, aggiungendo che l’intesa “ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette”.
Palazzo Chigi ha reso noto che il Governo italiano e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa comune sulle misure previste dal Dl Bollette (decreto-legge 21/2026), nel pieno rispetto del Middle East State Aid Framework e della normativa settoriale. L’intesa, spiega Palazzo Chigi, è il risultato di “intensi e costruttivi scambi” volti ad attenuare l’impatto dei costi energetici e a limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’energia elettrica per famiglie e imprese, preservando al contempo la parità di condizioni nel mercato interno e minimizzando le distorsioni. Su questa base, l’Italia notificherà le misure temporanee alla Commissione, ai sensi delle norme Ue in materia di aiuti di Stato, e la Commissione le valuterà in via prioritaria.
Un portavoce della Commissione ha precisato che la misura “avrà carattere temporaneo” e sarà concepita per ridurre al minimo le distorsioni nel mercato dell’energia elettrica dell’Ue e per preservare gli incentivi agli investimenti a lungo termine nell’energia pulita. Le misure compenseranno esclusivamente l’aumento dei costi del gas e non copriranno i costi del sistema ETS, garantendo al contempo il pieno trasferimento dei benefici ai consumatori finali. “Ci aspettiamo che l’Italia notifichi rapidamente i propri piani in conformità con il diritto dell’Unione europea”, ha aggiunto il portavoce.



























































