La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè, già ministra del Turismo, con le ipotesi di bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello Stato. L’inchiesta riguarda il fallimento di alcune società riconducibili al gruppo Ki, tra cui Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl.
La richiesta di processo coinvolge inoltre altre 14 persone e una società. Tra i nominativi indicati nella richiesta figurano il figlio della parlamentare, Lorenzo, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero.
Una parte dell’indagine riguarda 3,3 milioni di euro ottenuti nel 2021 attraverso le misure di sostegno alle imprese introdotte durante l’emergenza Covid. Secondo l’accusa, l’erogazione sarebbe stata ottenuta inducendo «in errore» Invitalia; le contestazioni saranno valutate nelle successive fasi del procedimento.
Santanchè respinge gli addebiti: attraverso i suoi legali, già a luglio aveva dichiarato di avere agito «con correttezza».
La senatrice è già coinvolta in altri due procedimenti giudiziari a Milano: è a processo per il presunto falso in bilancio relativo a Visibilia e risulta inoltre indagata nell’ipotesi di truffa ai danni dell’Inps, quest’ultimo procedimento attualmente in fase di udienza preliminare e sospeso in attesa di una decisione della Corte costituzionale.































































