Secondo i dati pubblicati qualche giorno fa in uno studio Anaao Assomed, nel 2025 si sono dimessi 3.767 medici ospedalieri, più di quanti siano andati in pensione. Il benessere di chi cura in ospedale è uno dei temi centrali di Icare 2026, l’80esimo congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in programma da giovedì 22 a sabato 24 ottobre all’Allianz MiCo di Milano. La sicurezza resta una preoccupazione: l’ultima relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (Onseps) registra 17.956 aggressioni segnalate, con oltre 23.000 operatori coinvolti.
«Un medico che lascia l’ospedale porta via anni di formazione e di esperienza. A chi lavora in ospedale servono turni sostenibili, reparti sicuri e prospettive di continuo apprendimento, con crescita lavorativa oltre che economica», afferma Elena Giovanna Bignami, presidente Siaarti. «Ma la cosa che conta di più sarebbe avere del tempo di qualità da dedicare ai nostri pazienti, e questo si ottiene con organici adeguati e distribuzione equa del lavoro. Quest’anno più giovani medici hanno scelto la nostra specializzazione, e dobbiamo essere all’altezza della loro scelta. Prendersi cura di chi cura è il primo passo. Al congresso abbiamo voluto un posto dove fermarsi e farsi ascoltare: noi lo facciamo ogni giorno con i pazienti, per una volta qualcuno lo fa con noi».
Al congresso sarà presente anche il cosiddetto «confessionale», uno spazio di ascolto realizzato in collaborazione con l’ospedale San Raffaele. Si tratta di una stanza appartata dove parlare a tu per tu, confidarsi e sfogarsi: si può passare anche solo per dieci minuti, per un caffè, due chiacchiere o qualche esercizio di respirazione. L’accesso è senza prenotazione e lo spazio resterà disponibile per tutta la durata del congresso nell’area espositiva.
Il programma di Icare si articola in otto percorsi clinico-organizzativi che seguono singoli casi, sessione dopo sessione: l’uomo colpito da arresto cardiaco in un centro commerciale, l’anziano che si rompe il femore, il bambino con bisogni speciali coinvolto in un incidente. In ogni percorso tornano quattro temi ricorrenti: sicurezza del paziente, benessere di chi cura, inclusione e sostenibilità. La scelta dei temi è avvenuta attraverso una consultazione dei soci che ha raccolto oltre 200 risposte.
Nei tre giorni di lavori sono previste 175 sessioni con 330 relatori. Sono stati accettati 217 abstract su 251 ricevuti. Più della metà dei partecipanti registrati finora è donna; tra i relatori le donne sono 104. All’interno di Icare si svolgerà inoltre un congresso di anestesia veterinaria con quattro sessioni e un workshop. «In ospedale un paziente passa per molte mani: pronto soccorso, sala operatoria, terapia intensiva, reparto. Il programma fa lo stesso: ogni caso si segue dall’arrivo alla dimissione, con anestesisti, rianimatori, esperti di emergenza e di dolore allo stesso tavolo», spiega Franco Marinangeli, responsabile del Comitato congressi Siaarti.
Il congresso prevede 11 sessioni di simulazione ad alta fedeltà, almeno una per ogni percorso, e dodici workshop pratici dedicati alla coagulazione e all’Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana). Nei workshop i partecipanti si esercitano nel posizionamento delle cannule, nella gestione del circuito extracorporeo e nel riconoscimento e trattamento delle complicanze. «La simulazione permette di affrontare situazioni critiche in un ambiente sicuro, imparare dagli errori e confrontarsi immediatamente con i colleghi. Nell’Ecmo questo approccio è particolarmente importante, perché la competenza del singolo professionista deve integrarsi con quella dell’intero team», dichiara Giacomo Grasselli, vicepresidente Siaarti. «Quest’anno si è parlato molto di Ecmo anche sui media, ma è fondamentale ricordare che i risultati di questa tecnica dipendono anche dall’organizzazione dei centri, dalla formazione continua e dalla capacità di lavorare in rete. Investire nella formazione multidisciplinare e nel coordinamento tra le strutture è essenziale per rendere questa terapia sempre più sicura e accessibile».
Sul fronte della sostenibilità, il programma non sarà stampato e sarà disponibile sull’app Congressi Siaarti: nel 2025 erano state stampate 2.000 copie da 66 pagine. Il cibo avanzato non viene sprecato: con Food for Good le eccedenze vengono donate; nel 2025 oltre 600 pasti sono stati inviati, tramite il Banco Alimentare, all’Associazione Coop San Francesco. Nel centro congressi sono presenti i cestini della campagna «Differenziare è curare», che spiegano come separare i rifiuti in ambito ospedaliero. Il progetto Icare Green & Inclusion prevede anche un’Area Kids con babysitter e animatrici, disponibile su richiesta.
«Le sale operatorie sono tra le aree dell’ospedale con il maggiore impatto ambientale. Eppure, nella nostra survey, il 68,7% dei soci che hanno risposto non ha mai ricevuto formazione sulla gestione dei rifiuti. Al congresso partiamo dalle cose che si vedono: niente programmi di carta, niente cibo sprecato, cestini che spiegano dove va cosa», sottolinea Roberta Monzani, segretario Siaarti.


























































