Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato in un’intervista a Start su Sky Tg24 che “una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta” e che “vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti”. Secondo Nordio, “il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza” e per questo motivo “proprio ieri abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare dei accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”.
Le affermazioni del ministro hanno suscitato critiche da più parti. La deputata del Pd Michela Di Biase ha definito “gravissime” le parole di Nordio, sostenendo che rivelano “il vero progetto del governo Meloni: per un giovane che sbaglia la risposta non è recuperarlo, ma rinchiuderlo in una cella”. Di Biase accusa l’esecutivo di aver progressivamente smantellato il sistema della giustizia minorile e di voler ora ipotizzare di destinare ai minori spazi delle carceri per adulti, con la conseguenza di “cancellare così le differenze tra minori e maggiorenni, si calpesta il principio del superiore interesse del minore e si mettono in discussione decenni di conquiste giuridiche e convenzioni internazionali sull’altare del populismo penale”. Per la deputata Pd, si tratterebbe di “una deriva pericolosissima, che stravolge la funzione rieducativa della giustizia minorile” e dimostrerebbe che “per questo governo il disagio giovanile non è più una questione sociale da affrontare, ma un’emergenza di ordine pubblico da reprimere”.
Critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle. I componenti M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato — Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato — affermano che “il presunto garantista Carlo Nordio oggi ci spiega che la soluzione di fronte al disagio giovanile sono gli arresti massicci”. Nel comunicato si contesta l’ipotesi di utilizzare anche istituti penitenziari per adulti per ragazzi e si avverte che “il carcere, tanto più quello degli adulti, per persone ancora in età evolutiva è un’esperienza devastante che rischia di arrecare più danni che benefici, può avere persino un effetto criminogeno”. I deputati M5S parlano di una “tragica deriva” e di una “giustizia classista: repressione brutale e trasformazione delle carceri in discariche sociali per le fasce più deboli della popolazione”. Nel documento viene inoltre fatto riferimento al “decreto Caivano” del governo, ritenuto tra le cause della sofferenza delle strutture minorili, e si contesta l’idea di ampliare le carceri giovanili o di ricorrere alle carceri per adulti per i minori, invitando a “fermare il ministro Nordio prima che per l’Italia sia troppo tardi”.
Anche Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha criticato aspramente Nordio, definendolo “il volto feroce della repressione di questo governo” e ricordando che, a suo avviso, con il “decreto Caivano” le carceri minorili sono “sull’orlo del sovraffollamento”. Magi sostiene che il ministro “prefigura scenari cileni annunciando arresti e carceri per i minori come se stesse bevendo un bicchiere d’acqua” e che con tali scelte il guardasigilli “dichiara la bancarotta del nostro Stato”. Secondo il segretario di Più Europa, di fronte a un disagio giovanile crescente il governo propone una risposta reazionaria basata su “nuovi reati, condanne, più carcere”, e ciò rischia di provocare un aumento delle tensioni sociali: “Se pensano di svuotare le piazze riempiendo le celle otterranno l’effetto opposto: davanti a queste misure saranno ancora di più i ragazzi e le ragazze a scendere in strada, e la frattura sarà ancora più profonda”, conclude Magi.
























































