sabato, Ottobre 17, 2026
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Mirandola: fermato Daniele Tavoni, 55enne sospettato di aver decapitato i coniugi

Daniele Tavoni, 55 anni, è in stato di fermo con l’accusa di avere ucciso la madre, Vincenza Giannini, 74 anni, e il marito di lei, Pier Ferdinando Casari, 83 anni. I due coniugi sono stati trovati morti nella loro abitazione nelle campagne di Mirandola (Modena) intorno alle 19 e 30 di giovedì. Le ferite alla testa risultate sui corpi sono state ritenute così gravi dagli inquirenti da parlare di decapitazione.

Tavoni, interrogato per tutta la notte quale principale sospettato, è rimasto in silenzio; al termine dell’interrogatorio è stato portato in carcere a Modena. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe problemi di natura mentale ed era stato preso in carico da una struttura psichiatrica modenese, dove però avrebbe smesso di recarsi dopo un primo appuntamento.

Amici della coppia hanno riferito che i rapporti tra i coniugi e Tavoni — che viveva in un altro appartamento nello stesso casale — erano tesi. Il 55enne non lavorava e si sarebbero verificate diverse discussioni sui soldi e sui suoi problemi finanziari. Durante l’interrogatorio notturno Tavoni non ha rilasciato dichiarazioni agli inquirenti.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Mirandola sotto la direzione della Procura, con l’intervento del magistrato di turno e della Polizia Scientifica, hanno portato all’acquisizione di elementi a supporto di gravi indizi di colpevolezza a carico del 55enne, residente in un’abitazione adiacente a quella delle vittime. Nei sopralluoghi eseguiti nelle primissime ore dopo il ritrovamento, nella casa delle vittime sono stati rinvenuti i due cadaveri decapitati e le relative teste; nell’abitazione adiacente, occupata dall’indagato, sono stati ritrovati gli strumenti utilizzati dall’indagato per compiere gli omicidi, con evidenti e copiose tracce ematiche.

Il quadro indiziario è stato ulteriormente completato dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, acquisite immediatamente dalla polizia giudiziaria. Nelle prossime ore la Procura provvederà a richiedere al Gip la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare ritenuta idonea.