Nel Mondiale su pista che segna il giro di boa verso i Giochi di Los Angeles, l’Italia della bicicletta conferma la propria competitività nell’inseguimento a squadre nonostante i problemi strutturali e gli impegni su strada degli atleti durante la stagione. Due argenti consecutivi, prima con il quartetto maschile e poi con quello femminile, offrono spunti positivi in vista del futuro.
La finale maschile non ha avuto storia fin dal via: Francesco Lamon, Filippo Ganna, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan sono partiti più lenti rispetto agli avversari, che giro dopo giro hanno aumentato il vantaggio. La Danimarca, al quarto titolo consecutivo, ha chiuso in 3’40″865, staccando gli italiani di 4″731. Nel quartetto azzurro i meccanismi non sono risultarti ben oliati e la condizione non è parsa ottimale: a parte Lamon, gli altri arrivavano da una lunga stagione su strada. L’inserimento del promettentissimo 19enne Magagnotti, che in stagione ha battuto il re dello sprint Paul Magnier al Giro di Germania, richiederà ulteriori allenamenti condivisi.
La prova delle azzurre è stata invece tutta di giornata. Martina Alzini (sostituita in finale da Chiara Consonni), Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini hanno iniziato bene al mattino e in semifinale hanno superato la Germania con relativa facilità, risparmiando energie per la finale. Nell’atto conclusivo Fidanza ha lanciato benissimo il quartetto, che ha guadagnato un secondo di vantaggio nel primo chilometro, ma il ritmo non ha trovato continuità: la Gran Bretagna è riuscita a rimontare e nel finale ha inflitto alle italiane 5″357, impedendo la conferma dell’iride dello scorso anno.
Se il quadro nelle altre discipline della pista è tutt’altro che roseo, la soddisfazione per le due prove di gruppo dell’inseguimento è evidente. “Noi arriviamo da percorsi nettamente diversi da quelli intrapresi da tutti gli altri competitors — analizza il ct maschile, Edoardo Salvoldi, soddisfatto anche dei tanti punti presi in ottica qualificazione olimpica — Avrei firmato per un argento, l’oro è andato alla squadra nettamente più forte”. “Andiamo a casa con un buon secondo posto, nei prossimi appuntamenti possiamo aspirare a fare di più”, commenta Jonathan Milan. Il debuttante Magagnotti, che non si aspettava di arrivare in finale, riconosce che “c’è tempo per lavorare e rafforzare il gruppo per gli obiettivi più grandi che ci aspetteranno in futuro”.
Sul fronte femminile il ct Diego Bragato sottolinea l’importanza della riconferma ai vertici: “Era importante conquistare questa finale e riconfermarsi tra i migliori al mondo. Il nostro lavoro guarda a Los Angeles: dobbiamo continuare a far crescere il gruppo, inserendo forze fresche e recuperando elementi importanti”. Elisa Balsamo aggiunge: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo. C’è ancora tanto lavoro da fare, ma siamo sulla strada giusta”.


























































