Un debito di circa mezzo milione di euro sarebbe all’origine dell’attentato a colpi d’arma da fuoco ai danni di Angelo Ferandi, titolare della Cavifer di Montichiari, rimasto gravemente ferito la sera del 1° marzo 2024. Per quella vicenda il pubblico ministero Francesco Carlo Milanesi ha chiesto condanne fino a 11 anni e 4 mesi nel processo con rito abbreviato davanti al gup Andrea Guerrerio.
La pena più alta, 11 anni e 4 mesi, è stata sollecitata per Denis Sinani, 38 anni, di origini albanesi e residente in Danimarca, che l’accusa indica come l’esecutore materiale della sparatoria. Per Giulio Badini, 74 anni, accusato di aver fornito le armi, la richiesta è di 6 anni e 8 mesi. Per Giuseppe Colicchio, ex agente della Polizia locale di Desenzano e coinvolto nell’inchiesta anche per un giro di droga, il pm ha chiesto 7 anni e 4 mesi.
Per gli altri imputati — sette le persone alla sbarra — le richieste avanzate riguardano, a vario titolo, reati legati agli stupefacenti e una frode fiscale da quasi 500mila euro e sono complessivamente più contenute.
L’agguato risale alla sera del 1° marzo 2024: Ferandi stava lasciando il capannone dell’azienda quando un gruppo di persone, arrivato a bordo di un furgone e di un’auto risultati rubati, lo avrebbe circondato e colpito con diversi colpi di pistola. Sei degli otto proiettili esplosi lo raggiunsero all’addome, alle braccia e alle gambe. L’imprenditore fu soccorso e riuscì a sopravvivere.
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, sviluppate anche attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza, hanno ricostruito gli spostamenti dei mezzi e portato all’individuazione di alcuni dei presunti responsabili. Secondo l’ipotesi accusatoria, alla base della spedizione punitiva ci sarebbe stato il mancato pagamento del debito.
Sinani, ascoltato in aula a settembre, ha respinto ogni addebito, dichiarandosi estraneo ai fatti. Dopo la requisitoria del pubblico ministero il processo è stato aggiornato al 10 novembre, quando prenderanno la parola i difensori; la sentenza è attesa al termine della discussione, ma potrebbe slittare al 2027 in caso di un’ulteriore udienza dedicata alle repliche.





























































