sabato, Ottobre 17, 2026
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Monza: tentata estorsione a Berlusconi, pm chiede 3 anni e 6 mesi per Giovanna Rigato

Si è chiusa con posizioni nettamente contrastanti la fase di discussione nel processo davanti al Tribunale di Monza a carico di Giovanna Rigato, imputata per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. La Procura ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, mentre la difesa ha invocato l’assoluzione piena.

Al centro del dibattimento c’è la presunta richiesta di un milione di euro che la donna avrebbe formulato all’ex presidente del Consiglio. Secondo l’accusa, Rigato avrebbe minacciato l’ex premier di rilasciare ai magistrati dichiarazioni fortemente lesive per la sua immagine qualora non avesse ottenuto la somma richiesta; per questo il pm Alessio Rinaldi ha chiesto la condanna.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile i cinque figli del Cavaliere — Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi — proseguendo l’azione legale avviata dal padre, che aveva riferito il caso anche alla Procura di Milano. Nel 2021 era arrivato il rinvio a giudizio e, nel corso del dibattimento, hanno testimoniato anche Karima El Mahroug (Ruby) e Barbara Guerra.

Di segno opposto la ricostruzione della difesa: gli avvocati Stefano Gerunda e Corrado Viazzo hanno chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituirebbe reato oppure, in subordine, la riqualificazione nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, per il quale decorrerebbe la prescrizione. Il legale ha escluso qualsiasi intento estorsivo da parte dell’ex concorrente del Grande Fratello.

Secondo la difesa, Rigato riteneva di aver subito gravi danni personali e professionali per il coinvolgimento mediatico nelle vicende di Arcore, sentendosi ingiustamente accostata alle cosiddette “olgettine”. Aveva presentato denunce per diffamazione poi archiviate; il senso di mancata tutela, insieme all’estromissione dai palinsesti televisivi e alla sensazione di essere stata presa in giro rispetto a sostegni promessi dall’ex premier, l’avrebbero indotta a chiedere un ristoro economico. La difesa ha poi sostenuto che l’azione era stata condotta nella convinzione di esercitare un proprio diritto e senza mai rivolgersi alla stampa per lucrare sulla vicenda.

Le repliche sono fissate per il prossimo 18 novembre.