I ladri che nella notte hanno colpito un bancomat sarebbero stati almeno tre, con il volto travisato e torce fissate sulla testa per illuminare la zona durante le operazioni. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella dell’impiego della cosiddetta “tecnica della marmotta”, che prevede l’inserimento di un dispositivo nello sportello per provocare la deflagrazione; la modalità utilizzata resta comunque da verificare.
Nella notte sono intervenuti anche i vigili del fuoco e la scientifica, impegnati nelle verifiche sulla stabilità dell’edificio per accertare che la struttura non fosse pericolante o inagibile. I carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili, anche attraverso le immagini raccolte dalla videosorveglianza interna.
L’assalto è avvenuto a poco meno di un mese dal colpo fallito al bancomat dell’UniCredit di via Roma a Treviglio, nella notte tra il 15 e il 16 settembre; in quel caso i malviventi non sono riusciti a portare via denaro. Al momento non è possibile stabilire con certezza l’esistenza di un eventuale collegamento tra i due episodi.
Sul fronte della sicurezza, il Comune di Mozzanica ha già stanziato risorse per potenziare la videosorveglianza. «Abbiamo previsto tra i 30mila e i 40mila euro per installare nuove telecamere, comprese quelle per la lettura delle targhe, e altri 30mila euro per la manutenzione», spiega Alessandro Tarenghi, consigliere comunale con delega alla sicurezza. «Le immagini del nostro impianto sono fin da subito a completa disposizione degli inquirenti».






























































