sabato, Ottobre 17, 2026
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Onu: il progresso tecnologico non assicura l’inclusione sociale

Un rapporto del Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite (Desa) mette in guardia sul fatto che le trasformazioni tecnologiche, digitali ed energetiche non producono automaticamente progresso sociale e rischiano di accentuare le disuguaglianze.

Lo studio, che confronta risultati economici e indicatori di equità in 168 paesi, evidenzia «disparità impressionanti»: Malta, Irlanda, Stati Uniti, Singapore e Cina figurano tra i primi cinque paesi per livello di trasformazione, ma nessuno di questi è tra i primi cinque per inclusione sociale, una classifica invece dominata dai paesi europei.

Il rapporto sottolinea che ricchezza e modernizzazione non garantiscono da sole una distribuzione equa dei benefici e ricorda che l’esclusione sociale ostacola la crescita economica. In Africa, osserva il documento, oltre due miliardi di persone non hanno ancora accesso a Internet e 730 milioni non hanno accesso all’elettricità, condizioni in cui l’intelligenza artificiale rischia di esacerbare le disuguaglianze.

Per evitare che i cambiamenti tecnologici e la transizione energetica aggravino le disparità, le Nazioni Unite raccomandano misure mirate: ampliare l’apprendimento permanente, estendere la protezione sociale e garantire l’accesso alle infrastrutture digitali ed energetiche. Il rapporto suggerisce inoltre di rafforzare i diritti dei lavoratori, promuovere la contrattazione collettiva e applicare una tassazione progressiva, con particolare attenzione al patrimonio e alle plusvalenze.

Secondo il Desa, la riduzione delle disuguaglianze non è soltanto un imperativo morale, ma anche una condizione necessaria per la prosperità economica.