“Esistono compositori la cui eredità è stata ridotta dai posteri a una o due sole opere, come se il loro genio si fosse improvvisamente cristallizzato in un’unica, isolata esplosione di creatività. Léo Delibes è uno di questi”. Con questa riflessione Alexandre Dratwicki, direttore artistico di Palazzetto Bru Zane, presenta il libro con disco dedicato alla prima registrazione mondiale dell’opéra-comique Jean de Nivelle, su libretto di Edmond Gondinet e Philippe Gille.
La pubblicazione dell’etichetta discografica dell’Istituto di Musica Romantica Francese, che ha sede a Venezia, è in uscita il 23 ottobre. Il cofanetto contiene due cd con l’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica Nazionale Ungherese e del Coro Nazionale Ungherese diretti da György Vashegyi, il libretto in francese e in inglese e testi critici. La registrazione è disponibile in download e streaming sulle piattaforme digitali, con il libretto scaricabile online.
Conosciuto dagli appassionati per Lakmé oppure per il valzer lento di Coppélia, oggi la sua pagina più popolare, Léo Delibes, scrive Dratwicki, “costruì il proprio mestiere attraverso commissioni, sperimentazioni ed esplorazioni di generi talvolta minori, che lo condussero a una padronanza assoluta del teatro musicale”. In questa prospettiva Dratwicki invita a considerare Jean de Nivelle, oggi completamente dimenticata, come una tappa significativa nella sua carriera.
L’opéra-comique fu creata tre anni prima di Lakmé e rappresentata per la prima volta al théâtre de l’Opéra-Comique di Parigi l’8 marzo 1880. Si tratta, secondo il comunicato, di “un lavoro compiuto, ambizioso e potente”, che conobbe il successo fino a Bruxelles, San Pietroburgo, Copenaghen, Stoccolma e Vienna.
Sotto l’influenza di Offenbach, il giovane compositore scrisse una serie di brevi lavori dai formati più diversi, talvolta stravaganti fino all’assurdo, che gli permisero di esplorare i meccanismi comici, di padroneggiare la fluidità del dialogo parlato e di approfondire l’arte di mettere in contrasto il registro serio e quello burlesco. Nonostante l’accoglienza iniziale favorevole, l’opera finì presto nell’oblio: forse il cast ampio, la scrittura vocale impegnativa e gli oneri economici imposti da una partitura di tali dimensioni resero Jean de Nivelle impraticabile per molti teatri.
Sul piano drammaturgico Jean de Nivelle propone un testo di natura politica e morale, talvolta austero, che — nota il comunicato — significava ben poco per un pubblico borghese o popolare sempre meno abituato ai soggetti storici.


























































