Si è tenuta nella giornata di oggi, giovedì 15 ottobre, l’audizione dei rappresentanti delle associazioni degli Enti locali in VII Commissione del Consiglio Regionale del Piemonte sul disegno di legge n. 170, che propone modifiche alla legge regionale n. 11/2012 “Disposizioni organiche in materia di enti locali”.
Nel corso dell’incontro le rappresentanze di Anci e Uncem hanno espresso preoccupazione per il futuro del sistema degli enti territoriali, con particolare riguardo alle Unioni Montane, alla disponibilità dei finanziamenti e alla tenuta dei servizi nei piccoli Comuni e nelle aree interne.
La presidente del Gruppo del Partito Democratico Gianna Pentenero e il consigliere regionale Mauro Calderoni hanno commentato l’audizione sottolineando che “l’audizione ha consentito agli amministratori di esprimere valutazioni su una proposta che interviene in modo limitato su una materia che avrebbe bisogno di una riforma complessiva e condivisa”. Hanno inoltre rilevato che “le posizioni espresse da Anci e Uncem confermano un disagio che il Partito Democratico denuncia da tempo: i Comuni, in particolare quelli montani, sono chiamati a garantire servizi senza strumenti adeguati e con risorse insufficienti. Le preoccupazioni sul futuro delle Unioni Montane meritano risposte concrete e non l’ennesimo intervento tampone”.
Pentenero e Calderoni hanno poi evidenziato la necessità di evitare vuoti istituzionali e garantire continuità amministrativa: “Emerge con chiarezza la richiesta di evitare vuoti istituzionali e garantire continuità amministrativa”. Hanno ricordato come molti sindaci abbiano richiamato l’attenzione sulle difficoltà legate al loro ruolo, “tra responsabilità, carenza di personale e insufficienza di risorse”, e hanno invocato enti locali più forti, regole stabili e una governance capace di valorizzare le specificità delle aree montane e rurali.
I due esponenti dem hanno inoltre osservato che, dopo otto anni di governo della giunta guidata dal presidente Alberto Cirio, “il Piemonte continua a non disporre di un disegno organico sugli Enti locali. Si interviene attraverso modifiche parziali, deroghe e rinvii: ribadiamo la necessità di aprire un confronto vero per costruire una riforma condivisa e stabile”.





























































