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Portogruaro, la retrospettiva Luigi Russolo. Rumorcolori fino al 28 febbraio 2027

Una grande retrospettiva restituisce alla storia dell’arte la figura di Luigi Russolo (1885-1947), pittore, musicista, inventore e teorico del Futurismo. La mostra “Luigi Russolo. Rumorcolori”, a cura di Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, sarà allestita nelle sale del Palazzo Vescovile di Portogruaro (Venezia) dal 18 ottobre al 28 febbraio 2027, in occasione del 140° anniversario della nascita e dell’ottantesimo della morte dell’artista.

L’esposizione riunisce circa 80 opere tra dipinti, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, accompagnate da una sezione documentaria. Promossa dal Ministero per lo Sport e i Giovani e dal Comune di Portogruaro, e sostenuta da Interreg Italia-Slovenija BEroots, Regione Veneto e Città Metropolitana di Venezia, è presentata come la più importante mostra dedicata a Russolo nella sua città natale.

Tra i prestiti di rilievo spicca il ritorno in Italia, dopo vent’anni dalla mostra al Mart del 2006, de “La Musica” (1911) concessa dalla Estorick Collection di Londra. Sono inoltre esposti l'”Autoritratto con teschi” (1908) dal Museo del Novecento di Milano e “Lampi” (1910) dalla Gnam di Roma. Viene anche ricongiunta la parte centrale di “Linee-forza della folgore” (1912) con il suo frammento superiore sinistro.

Definito “il futurista più sperimentatore e ingiustamente sottovalutato”, Russolo fu autore di una pratica che abbatté i confini tra discipline, creando un’osmosi tra pittura, musica e filosofia. Nato a Portogruaro da un organista, si trasferì giovanissimo a Milano e si avvicinò al simbolismo. Nel 1910 firmò il Manifesto dei pittori futuristi e sviluppò una ricerca sinestetica in cui il colore acquista vibrazione sonora e il movimento diventa energia.

Nel 1913, con il manifesto “L’arte dei rumori”, Russolo rivoluzionò la concezione musicale proponendo l’uso dei suoni dell’era industriale e ideando gli Intonarumori, macchine in grado di generare rombi, sibili e crepitii. In mostra è esposta per la prima volta in Veneto la ricostruzione integrale di questi strumenti realizzata nel 1977 da Pietro Verardo.

Segnata dalla partecipazione alla guerra e da una ferita nel 1917, la vicenda artistica di Russolo virò negli anni Trenta verso l’esoterismo e la filosofia. Ritiratosi sul Lago Maggiore, realizzò il ciclo “classico-moderno”, dedicato a paesaggi e alberi carichi di misticismo. L’esposizione propone inoltre la ricostruzione della sua camera da letto azzurra e documenti autografi provenienti dal Mart e dall’Asac della Biennale.