martedì, Ottobre 20, 2026
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Proteste autotrasportatori in Italia per il caro-carburanti: rischio rincari sugli scaffali

Un’altra giornata di mobilitazione per gli autotrasportatori che protestano contro il caro-carburanti. Il prezzo del gasolio resta alto ma stabile rispetto a ieri, a 2,257 euro al litro in città e a 2,297 euro in autostrada, secondo gli ultimi dati del Mimit. La tensione grava sulla catena di approvvigionamento, in particolare dei prodotti agricoli, mentre i consumatori temono possibili speculazioni sui prezzi.

La protesta si è estesa anche al porto commerciale di Napoli, dove alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, provocando disagi alla circolazione e ripercussioni sul traffico dell’A1 nell’area di accesso al capoluogo campano. I manifestanti hanno mantenuto un atteggiamento pacifico e hanno illustrato le motivazioni della mobilitazione agli automobilisti.

In una nota, il comitato agricoltori Sicilia, coordinato da Mariano Ferro, afferma: “Gli agricoltori siciliani, costretti a scendere in strada in queste settimane da una situazione ormai assolutamente impossibile riguardante i costi di produzione, liberi da qualunque tessera associativa, chiedono di essere convocati dal ministero competente per rappresentare, per l’ennesima volta, le ormai arcinote problematiche di sempre mai seriamente affrontate e alle quali oggi, grazie a nefaste congiunture internazionali si é aggiunto il caro gasolio”.

A Bari stanno arrivando mezzi provenienti da Altamura: i primi tir sono posizionati a Punta Perotti e dovrebbero poi dirigersi verso la Presidenza della Regione Puglia, dove il governatore Antonio Decaro è atteso per ricevere una delegazione.

La protesta ha causato anche la temporanea chiusura, intorno alle ore 3.00 di stanotte circa, del nodo tra la A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli. Presìdi di tir sono segnalati inoltre agli ingressi di Potenza, in particolare nei pressi degli svincoli di Potenza est e Potenza ovest, e nella zona industriale di Tito del raccordo autostradale tra il capoluogo lucano e Sicignano degli Alburni (Salerno).

“Siamo fermi in tutti i porti della Sicilia”, dichiara Salvatore Bella, coordinatore del comitato trasportatori siciliani (Cts), ma precisa che “il transito via terra per l’ortofrutta attraverso lo Stretto di Messina rimane libero: il Cts non sta effettuando blocchi stradali né presidi sulle arterie di collegamento”.

Tra le aziende coinvolte, la produzione del pastificio ‘La Molisana’ di Campobasso risente dei disagi negli approvvigionamenti, come accade per tutte le realtà che dipendono dal trasporto su gomma.

Il Codacons avverte che le proteste avviate in diverse zone d’Italia potrebbero avere ripercussioni dirette sui consumatori italiani. “Siamo in presenza di un duplice rischio – afferma l’associazione – Da un lato nelle prossime ore potrebbero verificarsi carenze di beni essenziali negli scaffali dei supermercati, con particolare riferimento ai prodotti alimentari. Dall’altro il pericolo è che possano verificarsi speculazioni lungo la filiera che sfruttano l’attuale emergenza in corso per attuare rincari ingiustificati dei prezzi al dettaglio.”