giovedì, Ottobre 22, 2026
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Regno Unito: 160 intellettuali difendono Sally Rooney, libri tolti dalla vendita

Un gruppo di 160 personalità del mondo della cultura ha lanciato dalle pagine del settimanale The New Statesman un appello contro il governo e le autorità britanniche in difesa di Sally Rooney. L’autrice irlandese, autrice di romanzi bestseller, è stata di fatto esclusa dal mercato nel Regno Unito nelle ultime settimane dopo aver dichiarato pubblicamente il suo sostegno a Palestine Action.

Palestine Action è descritto nel testo come un gruppo pro-pal coinvolto in azioni illegali di disobbedienza civile sull’isola, ma mai in attentati contro le persone. L’organizzazione è stata dichiarata fuori legge l’anno scorso dall’allora governo laburista di Keir Starmer ed è stata inserita nella lista nera delle organizzazioni terroristiche insieme a soggetti come Isis o Al Qaida, decisione che ha suscitato forti contestazioni da parte di forze di sinistra, esponenti liberali, ONG per i diritti umani come Amnesty International e dall’Onu.

I firmatari dell’appello — tra i quali figurano nomi come Anne Carson (premio Nobel per la Letteratura 2026), Annie Ernaux, Julian Barnes, Arundhati Roy e Colm Tóibín, oltre a personalità del cinema come Paul Mescal, Tilda Swindon, Daisy Edgar-Jones e il regista Jonathan Glazer — hanno condannato la scelta di ritirare dalla vendita nel Regno Unito tutti i libri di Rooney. “Sally Rooney è una scrittrice, non una terrorista”, recita il documento sottoscritto.

La mossa di togliere i libri dalla vendita è stata collegata all’applicazione del Terrorism Act, che prevede che chi appoggi un’organizzazione designata come terroristica — anche solo contestandone la messa al bando o esponendo cartelli in sua difesa — possa essere esposto a accuse di terrorismo e a conseguenze penali.

Secondo il testo, negli ultimi mesi questa impostazione ha portato all’arresto, a Londra e in altri luoghi, di oltre 3.000 manifestanti pacifici da parte della polizia: persone anziane, invalidi, religiosi e noti attivisti non violenti per i diritti umani, accusati soltanto di aver esibito slogan di solidarietà verso Palestine Action.

Durante il Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, una deputata progressista nordirlandese ha chiesto al nuovo premier laburista Andy Burnham di revocare il marchio di “terrorismo” ritenuto “del tutto sproporzionato” imposto a Palestine Action. Burnham non ha accolto la sollecitazione, rimandando la decisione all’esito del ricorso legale ancora pendente dinanzi alla Corte Suprema del Regno, presentato dall’organizzazione contro il provvedimento governativo.