sabato, Ottobre 17, 2026
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Riad: la guerra ferma il Six Kings Slam, esibizione di tennis rinviata al 27 dicembre

Il conflitto nella regione ha costretto al rinvio del Six Kings Slam, il torneo-esibizione di tennis in programma a Riad: la manifestazione, inizialmente prevista dal 21 al 24 ottobre, è stata spostata al 27 dicembre. Gli organizzatori sauditi avevano messo a disposizione 13 milioni di dollari per assicurarsi la partecipazione di stelle come Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e Alexander Zverev.

Il rinvio è stato motivato da problemi logistici e di sicurezza che difficilmente si risolveranno nel breve periodo. La decisione rappresenta un duro colpo per la strategia saudita di rilancio dell’immagine tramite grandi eventi sportivi, già compromessa dagli attacchi con missili e droni dei ribelli Houthi, che hanno colpito e provocato la chiusura dell’aeroporto internazionale di Riad.

Negli ultimi mesi l’intera area del Golfo Persico ha visto un aumento di cancellazioni e rinvii: Qatar, Emirati Arabi, Kuwait e Arabia Saudita hanno dovuto rivedere il calendario di numerosi tornei, dall’equitazione alla vela fino al pugilato. Tra gli eventi di maggiore impatto mediatico figura l’annullamento della “Finalissima 2026” tra Spagna e Argentina prevista a Lusail lo scorso 27 marzo.

A livello motoristico, il Gran Premio di Formula 1 dell’Arabia Saudita è stato cancellato, mentre il Gp del Bahrain — già rinviato lo scorso aprile — si è disputato a inizio ottobre in Malesia. La Formula 1 ha comunque preallertato i gestori del circuito di Imola per l’eventualità di sostituire Abu Dhabi, la gara che chiude il mondiale prevista il 4-6 dicembre, qualora fosse necessario un cambio dell’ultimo minuto. I due Gran Premi del Golfo ancora fissati in calendario sono il Qatar (27-29 novembre) e Abu Dhabi (4-6 dicembre), al momento confermati “con riserva”.

Anche il calcio ha risentito della crisi: la Federcalcio saudita ha annunciato il rinvio a febbraio di tre partite della Saudi League, il campionato dove gioca Cristiano Ronaldo. Parallelamente, il Pif — il fondo sovrano saudita finanziatore e proprietario di molti club della Saudi League — ha ritirato il proprio sostegno finanziario alla LIV Golf League.

Le preoccupazioni sulla sicurezza si sono diffuse anche tra gli atleti: all’inizio del mese Max Verstappen si era espresso negativamente in vista dei prossimi Gp nel Golfo, dichiarando: “Solitamente sono felice di andare a correre in Qatar e ad Abu Dhabi, però, con una guerra lì vicino e con dei Paesi in conflitto, penso che non dovremmo andarci. Non importa che ci sia un contratto o meno. Ma alla fine non decido io.”

L’accumularsi di cancellazioni e la riduzione dei flussi legati agli eventi sportivi rappresentano un duro colpo per la regione che, fino a poco tempo fa, ambiva a diventare una nuova “mecca” dello sport mondiale. Le luci degli hotel extralusso e le esibizioni di supercar hanno lasciato il posto ai danni materiali causati dagli impatti dei missili e alle tracce di fumo sugli edifici. Si stima che la sola Arabia Saudita abbia investito per lo sport non meno di 10 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni.