Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo Prada ha registrato ricavi netti pari a 4.541 milioni di euro, in aumento del 15% e del 4% a livello organico, vale a dire a cambi costanti e senza considerare i 441 milioni relativi a Versace. Per quest’ultimo la priorità resta la gestione del periodo di transizione in vista del debutto creativo nel 2027, mentre il processo di integrazione procede in linea con le attese.
Nel terzo trimestre l’incremento dei ricavi è stato dell’11%, con una crescita organica dell’1%. Le vendite retail sono arrivate a 3.934 milioni, in crescita dell’11% e del 2% su base organica, su una base di confronto di +9% nello stesso periodo del 2025; nei tre mesi le vendite sono risultate invece sostanzialmente stabili su base organica.
Il marchio Prada ha tenuto, con vendite retail in crescita del 2% e un trimestre positivo a +1%. Miu Miu ha invece rallentato: vendite retail in aumento dell’1%, su una base di confronto di +41% nei primi nove mesi dell’anno scorso escludendo l’impatto del Medio Oriente, e un trimestre sostanzialmente stabile.
Nel trimestre le Americhe si sono confermate l’area geografica con la crescita maggiore. Asia Pacifico e Giappone hanno mostrato un andamento stabile, mentre l’Europa è risultata meno dinamica e il Medio Oriente ha continuato a penalizzare la performance, in particolare di Miu Miu.
“Il contesto macroeconomico rimane complesso e volatile e richiede attenzione, agilità e rigore nell’esecuzione”, ha commentato Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del gruppo. “In un terzo trimestre particolarmente sfidante per il settore, il gruppo ha dimostrato solidità”, ha indicato l’amministratore delegato Andrea Guerra.



























































