sabato, Ottobre 17, 2026
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Robert Pattinson è Chris Hansen in Primetime: spettacolo, giustizia fai da te e solitudine

Dagli applausi alla Mostra del Cinema di Venezia al successo nelle sale statunitensi, arriva in Italia il 15 ottobre Primetime, il primo film di finzione del documentarista Lance Oppenheim. Protagonista e produttore, Robert Pattinson interpreta Chris Hansen, il volto televisivo che nei primi anni Duemila trasformò la caccia ai pedofili in uno show sulla rete Nbc. Il film è il terzo miglior debutto al botteghino Usa per la casa di produzione A24, con un bottino di oltre 38 milioni di dollari in una settimana. In Italia la distribuzione è affidata alla bolognese I Wonder Pictures.

Primetime ripercorre l’ascesa di To Catch a Predator, programma andato in onda dal 2004 al 2007 che tendeva trappole a presunti predatori sessuali mediante operazioni sotto copertura, giovani esche e telecamere nascoste, per smascherarli davanti alla gogna televisiva e poi consegnarli alla polizia. Il programma divenne un fenomeno nazionale, mandato in prima serata, e il suo conduttore Chris Hansen una celebrità, contribuendo a cancellare il confine tra informazione, giustizia e voyeurismo televisivo.

«Ero un grande fan del programma da adolescente, quando avevo poco più di vent’anni», racconta Pattinson in collegamento da Londra, al termine di una proiezione a Los Angeles. «Mi affascinava soprattutto la reazione nel mio gruppo di amici. Lo guardavamo in 5 o 6 ragazzi di diciotto anni, e il modo in cui ciascuno di noi reagiva era completamente diverso. C’era qualcosa di incredibilmente potente in quel materiale».

Ad attrarre l’attore, due decenni dopo, è stata la sceneggiatura di Ajon Singh, che non propone una biografia né un’analisi del fenomeno ma «era come entrare nella mente di Hansen. Ho pensato immediatamente: è un’occasione irripetibile», dice Pattinson, oggi quarantenne e protagonista di una carriera matura che include tra l’altro la saga di Twilight, The Drama con Zendaya, L’Odissea di Christopher Nolan e l’imminente Dune – Parte Tre di Denis Villeneuve.

Il personaggio, descritto come potente e ambiguo, in bilico tra messianesimo, vertigine del successo e un’estrema solitudine, ha convinto Pattinson insieme al produttore Ari Aster a proporre la sceneggiatura ad A24 e a Oppenheim. «Ci hanno detto subito sì. Poi tutto è andato velocissimo», viene riferito.

Il cast, selezionato dalla candidata all’Oscar Francine Maisler, comprende Merritt Wever nei panni della produttrice Andie Bender; Skyler Gisondo, che interpreta il giovane attore Dan Plum ingaggiato come esca; e la cantautrice Phoebe Bridgers, al debutto cinematografico nel ruolo della esca femminile.

«Ho visto To Catch a Predator prima di scoprire Kurosawa e Orson Welles. È stata forse la prima cosa che ho visto mescolare verità e finzione, artificio e realtà», racconta il regista 30enne Oppenheim. Per ricreare quel cortocircuito ha scelto un set senza prove, volutamente caotico, simile alla troupe televisiva raccontata nel film. La collaborazione con Pattinson è stata «la più profonda della mia carriera», dice Oppenheim, che aggiunge: «Alla seconda settimana gli ho detto: hai trovato perfettamente la voce, i gesti e la postura di Chris Hansen. Mi sembra che tu stia fondendo Jerry Maguire e Dracula». Pattinson, sorpreso, «pensava di interpretare Mel Gibson in Braveheart».