giovedì, Ottobre 22, 2026
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Roccavione: il sindaco al Tenda, a 481 giorni dall’inaugurazione ancora fasce orarie

Il sindaco di Roccavione, Paolo Giraudo, ha annunciato la propria presenza giovedì 22 ottobre alle ore 10 davanti al traforo di Tenda per chiedere spiegazioni sul mantenimento delle limitazioni al transito. La decisione arriva dopo la comunicazione di ANAS che conferma aperture a fasce orarie fino al previsto ripristino della circolazione ordinaria dal 30 novembre.

Giraudo sostiene di essersi recato personalmente in Valle Roya e di aver constatato che «la strada è praticamente pronta. Qualcuno deve spiegare perché per completare pochi interventi si debba continuare a penalizzare un intero territorio». Secondo il sindaco resterebbero da asfaltare soltanto un tratto e da installare alcuni guardrail, interventi che a suo avviso non giustificherebbero ulteriori restrizioni alla circolazione.

Nel denunciare una situazione «ormai insostenibile», Giraudo ricorda che sono trascorsi 481 giorni dalla cerimonia di inaugurazione del nuovo tunnel di Tenda, celebrata il 27 giugno 2025, e oltre dodici anni dall’avvio del cantiere. Le limitazioni e le chiusure continuano a creare pesanti disagi alle popolazioni e alle attività economiche delle valli Vermenagna e Roya, con conseguenze economiche e sociali che, dice il sindaco, «nessuna cerimonia può cancellare».

Dal fronte amministrativo arriva una richiesta di chiarezza tecnica: «Non pretendo di sostituirmi ai tecnici», afferma Giraudo, «ma credo che dopo tutto quello che questo territorio ha sopportato sia legittimo pretendere spiegazioni precise e comprensibili. Se davvero i pochi lavori che restano da completare rendono impossibile tenere aperta la strada per tutta la giornata ancora per più di un mese, chi di dovere ci spieghi esattamente perché. Quali sono gli ostacoli concreti? Quali lavorazioni impediscono il passaggio dei veicoli? E perché non è possibile organizzarle in modo da limitare al minimo i disagi? Non bastano più comunicazioni generiche o nuove scadenze: servono risposte puntuali».

Giraudo sottolinea che la questione supera la mera problematica della viabilità, citando le ricadute su lavoratori, artigiani, imprese e famiglie costrette a percorsi alternativi e più lunghi. Per questo motivo ha deciso di presentarsi personalmente all’imbocco del traforo, auspicando di poter parlare con rappresentanti di ANAS e invitando altri amministratori e cittadini a unirsi all’iniziativa.

Pur dichiarando di non voler mettere in discussione la priorità della sicurezza, il sindaco ribadisce la richiesta di spiegazioni tecniche e conclude: «Il nostro territorio ha già pagato un prezzo altissimo. Adesso basta: merita rispetto, trasparenza e risposte».