sabato, Ottobre 17, 2026
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Roma, al Gazometro al via la decima edizione di Taste of Roma con Heinz Beck

Sotto la pioggia prende il via nel quartiere Ostiense di Roma, al Gazometro, la decima edizione di Taste of Roma che, per questo 2026, inaugura un nuovo corso più aperto e inclusivo, mantenendo l’obiettivo di rendere l’alta cucina accessibile e conviviale. Da questa sera fino a domenica 10 maggio l’ex stabilimento di approvvigionamento di gas si trasformerà in un villaggio del gusto con le cucine di 20 ristoranti capitolini, tra nomi affermati e nuove insegne emergenti.

Chef stellati e giovani protagonisti dell’avanguardia gastronomica romana si alterneranno per presentare piatti signature che raccontano l’identità di ciascun ristorante. L’offerta prevede 25 proposte per celiaci e 13 per vegetariani; il pubblico sarà immerso in un’atmosfera fatta di profumi, il ritmo delle cucine e i dj set di RDS (Radio Dimensione Suono).

Quattro chef saranno protagonisti per tutti i cinque giorni: Heinz Beck, chef del tristellato La Pergola, propone un percorso in cui “leggerezza e benessere si intrecciano e omaggiano la tradizione italiana”. Tra le sue portate la tartare di ricciola marinata con tempeh di mandorle e salsa di chufa; i sedanini De Cecco con gamberi rossi, purea di melanzane affumicate e croccante di pane; e la sfera di fragole e panna, arricchita dalla kombucha e dai profumi di rosa.

Davide Del Duca, di Osteria Fernanda, valorizza l’artigianalità della cucina d’autore proponendo un menu di contrasti e tecniche diverse, che utilizza ingredienti come rosa canina e shizu al posto di pomodoro e basilico, legati dalla spuma di parmigiano in una rivisitazione del classico trio. Andrea Cavallaro di Sbracio, noto per la cottura a carbone, punta a creare cortocircuiti sensoriali unendo sapori di terra e di mare con una tecnica rigorosa al servizio del gusto primordiale. Giacomo Zezza di Bistrot 64 presenta invece un menu definito “ritorno all’essenza, un costante dialogo tra comfort e ricerca, dove il mondo vegetale si fa asse portante”: porro con lenticchie e nocciole, pici burro e alici, e maiale miso alla cacciatora con cicoria. Questi tre chef saranno presenti da mercoledì 6 a venerdì 8 maggio.

Tra i protagonisti dei primi tre giorni figura Angelo Troiani, patron de Il Convivio Troiani, con un menu pensato sul tema “unisci, crea, cucina”, che include Ajo e Ojo e Sesto Quarto, oltre a alcuni piatti iconici in formato finger food. Danilo Mancini, chef di Anavà, propone una cucina giocosa che rilegge tre piatti degli anni ’80 in chiave moderna: Cocktail di gamberi, Fragoloso e Penna alla Vodka.

Lo chef Natale Giunta di Oro Bistrot propone un percorso che unisce Roma e Sicilia con piatti come la tartare di anatra affumicata, il suo Rocher, ribs di maiale alla diavola e tonnarelli cacio e peperone. Per Roberto Bonifazi e Francesco Brandini, executive chef di Tribuna Campitelli, Taste è “un’occasione preziosa di confronto, scambio di idee e crescita condivisa”. “Portiamo un sandwich di ricciola, pensato per l’aperitivo, accompagnato da un calice di bollicine; un raviolo con sapori mediterranei reinterpretati con il nostro tocco e una zuppa di pesce, piatto simbolo di Tribuna Campitelli, che racconta la nostra idea di cucina semplice, ma sempre ricca di gusto”.

Lo chef Giulio Zoli di Nomos Ante firma un menu che è un “viaggio” tra culture e sapori diversi guidato da tecnica e precisione, con l’equilibrio come filo conduttore. Completano la squadra dei ristoranti presenti dal 6 all’8 maggio lo stellato Il Tino (chef Daniele Usai), Casa Malgarini (chef Leonardo Malgarini) e Fase – Cucina Spontanea (chef Federico Salvucci).

Nel weekend, da sabato 9 a domenica 10 maggio, Andrea Pasqualucci del ristorante stellato Moma porterà l’anima autentica del locale, con influenze della cucina laziale e la passione per il quinto quarto: tagliatelle di seppia alla puttanesca, tortelli di stracchino stagionato, mandorle e limone nero, e animelle alla Diavola con ketchup di susine e basilico. Heros De Agostinis, chef neo-stellato alla guida di Ineo, propone tre portate che raccontano le sue radici, dall’intensità della cucina eritrea all’essenzialità della tradizione abruzzese: “Tre portate senza confini, tratto distintivo di una cucina libera e personale”.

Alessandro Pietropaoli di The Green (Hilton Rome Eur La Lama) presenterà piatti che dialogano tra terra, mare e vegetale, unendo intensità e delicatezza e facendo uso di tecniche come l’affumicatura in un menu contemporaneo che definisce “radici in movimento”. Nicolò e Manuel Palescandolo Trecastelli di Trecca proporranno piatti identitari della cucina romana, con uno spazio dedicato anche a uno street food radicato nella tradizione della pizza e a un pane e companatico. Eiji Yamamoto, chef di Sushisen, spiega che “la nostra cucina è espressione di tradizione e creatività. Partendo dalla qualità assoluta di ingredienti unici e stagionali non cessiamo mai di dare nuove emozioni, che nascono dai sapori autentici della tradizione del Sol Levante”. Tra le sue proposte la tartare di tonno rosso al miso con kumquat e caviale.

Ciro Alberto Cucciniello di Carter Oblio ha selezionato due piatti dai profumi mediterranei che promuovono allevamento consapevole e pesca sostenibile: Tonn’a Surriento, che richiama la Penisola Sorrentina, e la Corba Rossa del Gargano, Cocco, Frutti di Mare e Citronella, con contaminazioni asiatiche.

In chiusura, in programma il Babà alla Pastiera Napoletana; Sando – Ie Koji con lo chef Koji Nakai; e Futura della chef Anastasia Paris, che dichiara: “La nostra cucina vuole rendere onore alla materia, alla ricerca e con queste creare un’armonia che non spaventi, ma allo stesso tempo sia identitaria”. GreenGate sarà lo sponsor tecnico della mise en place, con l’obiettivo di trasformare ogni piatto in un elemento di stile e rendere ogni degustazione anche sostenibile. Sarà inoltre presente il pizzaiolo Edoardo Papa con la famiglia (Emanuela, Giordana e Gabriele), che presenterà il “Romanozzo”, evoluzione del maritozzo tradizionale, reinventato negli impasti: morbido e leggero come una nuvola, gustoso e appagante come un piatto d’autore, divertente e conviviale come una fetta di pizza, il Romanozzo “parla un linguaggio giovane, pop e veloce”.