martedì, Ottobre 20, 2026
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Roma: al via il MIA, nasce l’European Investment Hub per l’audiovisivo

(di Giulia Bertollini)

Il lancio dell’European Investment Hub, una nuova piattaforma strategica per gli strumenti finanziari a sostegno dell’industria audiovisiva in Europa e a livello internazionale, ha aperto i lavori della dodicesima edizione del Mia – Mercato Internazionale Audiovisivo, promossa da Anica e da Apa e diretta da Gaia Tridente a Palazzo Barberini a Roma. Anica è presieduta da Alessandro Usai; Apa da Chiara Sbarigia.

Nella sessione inaugurale, a confronto i principali rappresentanti delle istituzioni nazionali e comunitarie. Chiara Sbarigia ha sottolineato che «l’obiettivo è unire intorno allo stesso tavolo chi definisce le politiche pubbliche, chi finanzia e le imprese del settore». Ha evidenziato come, in una fase caratterizzata da costi di produzione elevati e forte competizione internazionale, «nessuno può farcela da solo: servono risorse pubbliche e capitali privati che lavorino insieme».

Durante l’evento Apa ha presentato la proposta di istituire il Fondo italiano investimenti per l’Audiovisivo, un veicolo a capitale pubblico e privato che sarebbe affidato in gestione a Fondo Italiano d’Investimento Sgr (Gruppo Cdp), in sinergia con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. Sbarigia ha spiegato che «il progetto è stato pensato per superare la fragilità finanziaria delle nostre imprese, in particolare le medio-piccole, rendendole più strutturate, autonome e competitive a livello globale». Per Sbarigia «l’indipendenza finanziaria è una leva decisiva: consente di conservare la titolarità dei progetti, investire nello sviluppo e sedersi ai tavoli negoziali da pari a pari».

I numeri delineati da Apa con il supporto di Deloitte collocano il mercato dell’audiovisivo di rete in Italia a circa 13,9 miliardi di euro nel 2024, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr 2020-2024) del 6,5%. A trainare la ripresa è il segmento dell’Online Video, che registra un aumento del 24% arrivando a 5,4 miliardi di euro (39% del totale), mentre la televisione lineare si mantiene sostanzialmente stazionaria a 8,5 miliardi (61% del mercato) con una lieve flessione dello 0,1%. L’analisi mette anche in luce l’elevata frammentazione del tessuto produttivo italiano: circa il 94% della filiera è composto da micro-imprese con meno di nove addetti e il 60% dichiara un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro. Questa struttura rende più difficoltoso l’accesso al credito, in un contesto segnato dalla contrazione del Tax Credit, indicato in circa 700 milioni di euro nel 2024 e stimato a 500 milioni per il 2027.

Alessandro Usai ha richiamato la trasformazione del comparto: «Nell’ultimo decennio la finanza è entrata prepotentemente nelle dinamiche dell’industria e oggi gioca un ruolo determinante». Pur riconoscendo «importanti successi internazionali» delle imprese audiovisive italiane, Usai ha osservato che resta una dimensione aziendale relativamente piccola rispetto ai concorrenti europei e globali, e ha indicato l’Investment Hub come «un trampolino per la crescita dimensionale e industriale delle nostre imprese».

Il settore viene inoltre confermato come volano strategico per l’economia reale e per il turismo, con effetti particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno: in Puglia l’Apulia Film Commission ha generato un indotto diretto e indiretto di oltre 100 milioni di euro nel 2024, mentre in Campania e Sicilia gli investimenti regionali continuano a sostenere la crescita dell’occupazione e della produzione locale.