Sono circa quaranta le telecamere al vaglio degli investigatori nell’inchiesta sulle violente aggressioni avvenute tra i quartieri di Monteverde e Testaccio, a Roma, che hanno portato al ferimento dell’attore Davide Iacopini, ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Camillo. Il 42enne resta in prognosi riservata dopo essere stato sottoposto venerdì notte a un secondo intervento neurochirurgico.
“L’operazione è perfettamente riuscita”, comunica l’ospedale, spiegando che Iacopini è ricoverato in terapia intensiva e “ancora necessita di un monitoraggio e di un trattamento intensivo massimale, che nei prossimi giorni verrà modulato ed eventualmente ridotto sulla base delle necessità cliniche”.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, si concentrano sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nelle zone teatro dei raid e lungo le principali vie di accesso ai quartieri interessati. L’obiettivo è ricostruire gli spostamenti di una minicar nera utilizzata da due giovani e riuscire a individuare un fotogramma utile per identificare con certezza la targa del mezzo. Nel procedimento, in cui si procede per tentato omicidio, gli inquirenti cercano di chiarire una serie di episodi avvenuti nell’arco di poche ore e accomunati da modalità analoghe.
Oltre a Iacopini, almeno altre cinque persone sarebbero state aggredite in maniera apparentemente casuale mentre si trovavano per strada; tra le vittime figurano anche due donne. Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori vi è un cappello che uno degli aggressori avrebbe perso durante uno degli episodi avvenuto nei pressi di ponte Testaccio: il reperto è stato depositato agli atti e potrebbe essere sottoposto ad accertamenti tecnici.
Gli inquirenti stanno inoltre verificando il contenuto di una denuncia presentata da un avvocato, padre di due minorenni, relativa al furto di una minicar diesel di colore nero avvenuto, secondo quanto riferito, dopo le 20.30 dello scorso 5 ottobre. Il professionista è già stato ascoltato dagli investigatori; secondo gli accertamenti in corso, il mezzo sarebbe stato nella disponibilità anche dei figli dell’uomo, circostanze sulle quali potrebbero ora concentrarsi ulteriori verifiche tecniche.
Una testimone avrebbe fornito una descrizione sommaria di uno dei due giovani ricercati, indicandolo come di corporatura esile e con capelli biondi tagliati a spazzola. Si tratta di elementi ancora da riscontrare, che vengono incrociati con le immagini finora raccolte dalle telecamere. Gli investigatori ritengono significativo anche il fatto che tutte le aggressioni siano state messe a segno in un’area circoscritta della città, caratterizzata da strade vicine tra loro, dettaglio che potrebbe indicare una particolare familiarità degli autori con la zona. Al momento non emergono conferme sull’eventuale collegamento degli episodi con sfide lanciate sui social network, anche se la natura seriale degli assalti e la scelta apparentemente casuale delle vittime rappresentano aspetti centrali dell’inchiesta.


























































