Laura Cianfoni, persona vicina a Sigfrido Ranucci, ha dichiarato ai carabinieri di aver ricevuto l’indicazione dall’ex conduttore di Report di «girare l’ordinanza» sui quattro esecutori materiali dell’attentato ai danni di Valter Lavitola. Le affermazioni compaiono nella deposizione della donna, ascoltata all’inizio della scorsa settimana nella caserma del Nucleo Investigativo di Roma, in qualità di persona informata sui fatti.
Cianfoni ha spiegato di aver inviato tramite WhatsApp le carte a Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola, per fare in modo che arrivassero proprio all’ex editore evitando un contatto diretto tra i due. «Non si tratta di un reato», ha sottolineato la donna, perché l’ordinanza era già conosciuta dalle parti.
Il nome di Cianfoni ricorre più volte negli atti dell’inchiesta: la donna si vedeva frequentemente con Lavitola in presenza di Ranucci, in diversi incontri sia al ristorante Cefalù sia nell’appartamento alla Bufalotta. In particolare, nell’ambito di un incontro avvenuto nella casa della donna «non si è parlato dell’inchiesta giudiziaria», ma dell’attentato.
Secondo la sua ricostruzione, Ranucci «non era a conoscenza del coinvolgimento di Lavitola» nell’attentato. «Ranucci avrebbe preso coscienza del coinvolgimento di Lavitola solo nel giorno dell’ordinanza di custodia cautelare» nei confronti del faccendiere, eseguita dai militari sotto il coordinamento del pm Edoardo De Santis.



























































