Susan Sarandon ha incontrato Elly Schlein al Cinema Moderno di Roma, poco prima dell’inizio della proiezione di The Accompanist, il film di Zach Woods presentato ad Alice nella città, il festival parallelo per le giovani generazioni della Festa del cinema di Roma.
La conversazione, durata pochi minuti, è stata l’occasione perché l’attrice — che oggi riceve il Womenland Award 2026 — raccontasse alcune fasi del suo arresto a New York, davanti all’Onu, durante la manifestazione contro gli attacchi di Israele a Gaza. “I poliziotti erano così giovani. Non sapevano come mettere le manette. È stata una lezione importante, per loro. Hanno imparato come metterle”, ha detto con una punta d’ironia. E ancora: “Non sapevano neanche come compilare i moduli, quindi ci sono volute circa sette ore”.
Sarandon ha aggiunto di essersi preparata a fondo perché la polizia non sapeva del loro arrivo: “A volte lì si avvisa in anticipo, ma siccome eravamo alle Nazioni Unite e noi arrivavamo da tutte le direzioni, qualcuno ha bloccato il traffico. Era un gruppo di persone squisite”.
La leader del Pd ha ringraziato l’attrice per il suo impegno e le ha raccontato che l’anno scorso “con le altre forze dell’opposizione, tutti insieme, in solidarietà con Gaza, abbiamo organizzato una grande manifestazione a Roma”. Prima di congedarsi, Sarandon ha commentato: “È importante che ci si rispetti a vicenda”.



























































