martedì, Ottobre 20, 2026
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Roma, Garante e consumatori: rete per tutelare i dati tra IA e telemarketing

Dall’intelligenza artificiale al telemarketing, dai deepfake al credit scoring: in un’economia sempre più guidata dai dati cresce la necessità di tutele per i cittadini. È quanto emerso dall’incontro “Vita digitale e dati personali” svoltosi a Roma, dove è stato sottolineato come l’uso delle informazioni personali non debba lasciare il cittadino da solo.

Un dato esemplificativo è stato fornito durante la giornata: nei primi sette mesi del 2026 sono state registrate più di 37 mila chiamate indesiderate, oltre 170 al giorno. Il fenomeno del telemarketing è stato analizzato anche con i dati del 2025, quando sono arrivate oltre 104 mila segnalazioni di chiamate indesiderate, vale a dire una ogni cinque minuti.

Pasquale Stanzione, Presidente dell’Autorità Garante della Privacy, ha avvertito del rischio che, “in assenza di uno statuto forte della protezione dei dati”, la società digitale possa trasformarsi in una società della schedatura e della profilazione, con la rete che da risorsa democratica può diventare “strumento di sorveglianza globale da parte dei grandi poteri economici”. Secondo Stanzione, garantire il diritto alla protezione dei dati significa impedire l’esercizio di poteri incontrollati e riequilibrare il rischio di “rifeudalizzazione dei rapporti sociali”.

Agostino Ghiglia, componente del Garante, ha evidenziato che dietro le telefonate indesiderate esiste un “mercato nero in cui i dati personali sono diventati merce di scambio” e che la perdita di controllo sui propri dati rappresenta un danno che non può essere subordinato al superamento di una soglia minima di gravità. Ghiglia ha inoltre descritto un “sistema a due binari”: da una parte il controllo pubblico con istruttorie, provvedimenti e sanzioni del Garante; dall’altra l’azione collettiva, che può offrire al consumatore una tutela risarcitoria non fornita da una sanzione amministrativa. I due binari, ha affermato, sono complementari e possono far sì che il consumatore “smetta di sentirsi solo” se Autorità e associazioni imparano a lavorare come rete.

Anche la vicepresidente del Garante, Ginevra Cerrina Feroni, ha rimarcato l’importanza del ruolo delle associazioni dei consumatori e del raccordo con l’Autorità, sottolineando che davanti al “disorientamento dei cittadini la risposta non può solo informarsi di più ma di offrire un sistema di regole e controllo che possano essere di aiuto”.

La giornata è stata aperta da Gianfranco Romeo, direttore della Direzione generale consumatori e mercato del Mimit. Tra le associazioni presenti figuravano Adoc, Adusberf, Codacons, Federconsumatori, Movimento consumatori e il Registro pubblico delle Opposizioni. “Le associazioni dei consumatori sono le antenne sul territorio, dobbiamo costruire un circolo virtuoso insieme”, ha concluso Luigi Montuori, Segretario generale del Garante Privacy.

Ha partecipato anche Chiara Valerio, scrittrice e matematica, che ha proposto di chiamare l’intelligenza artificiale “software o interfaccia di IA per riportarlo alla sua funzione meno sexy”, osservando che umano “è una forma di relazione, si consuma, cambia, devia, sbaglia”.