“L’architettura è l’arte di creare rifugi per le comunità”. Da questa visione prende forma Five Living Buildings (by Renzo Piano), documentario diretto da Jonathan Goodman Levitt e prodotto insieme a Véronique Bernard, che debutta in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma.
Il film racconta, attraverso le storie quotidiane di chi li vive, cinque progetti del Renzo Piano Building Workshop, lo studio fondato da Renzo Piano nel 1981. Tra le opere presentate figurano il Centre Pompidou a Parigi (progettato con Richard Rogers), che compirà 50 anni nel 2027; lo Stavros Niarchos Foundation Cultural Center (SNFCC) ad Atene; l’ospedale chirurgico pediatrico di Emergency a Entebbe, in Uganda; il Whitney Museum of American Art a New York; e l’Ooeli Complex, parco industriale e sede di JNBY Clothing a Hangzhou, in Cina.
Il documentario, girato in sette anni in Francia, Grecia, Uganda, Stati Uniti e Cina, mette a fuoco la vita quotidiana di studenti tirocinanti e giardinieri, medici e pazienti, guardie di sicurezza e visitatori dei musei, addetti alla manutenzione e persone prossime alla pensione, che diventano i protagonisti dei cinque racconti. In particolare, nella pellicola la macchina da presa segue la routine di medici e pazienti presso il centro di chirurgia pediatrica di Emergency a Entebbe.
Five Living Buildings si ispira alla missione che Renzo Piano porta avanti da oltre mezzo secolo: costruire comunità e benessere attraverso la creazione di spazi pubblici innovativi. “Non riesco a immaginare un luogo migliore per presentare in anteprima il nostro film in Italia — spiega Jonathan Goodman — dove Renzo è particolarmente amato e nessun posto migliore del Rome Film Fest, il cui centro è l’amato Parco della Musica creato dal suo studio”.




























































