Roma. Italia e Spagna hanno deciso di non prorogare le sospensioni parziali delle regole di Schengen che erano state introdotte nei rispettivi Paesi: le misure non saranno rinnovate e sarà cioè possibile tornare alla libera circolazione senza le restrizioni applicate nei mesi scorsi.
La decisione è stata concordata nel corso di un colloquio telefonico tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il suo omologo spagnolo Fernando Grande‑Marlaska, a seguito dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier Pedro Sánchez a margine del Consiglio europeo. Il Viminale ha comunicato che il ritorno alle condizioni ordinarie sarà accompagnato da un potenziamento dello scambio di informazioni tra i due Paesi.
La tensione era esplosa lo scorso agosto dopo l’arrivo di migliaia di migranti a Ceuta, enclave spagnola sulla costa nordafricana. In seguito a quell’episodio il governo italiano aveva disposto controlli alle frontiere aeree e marittime per i viaggiatori provenienti dalla Spagna e per cittadini di Paesi terzi; Madrid aveva risposto adottando misure analoghe per chi arrivava dall’Italia. Le restrizioni erano state poi prorogate due volte.
Roma aveva giustificato l’introduzione dei controlli con il rischio che i migranti arrivati a Ceuta potessero raggiungere l’Italia; Madrid aveva contestato tale valutazione, sostenendo che non esistessero elementi per ritenere concreto il pericolo. Il mancato rinnovo delle misure segnala la decisione dei due governi di superare quella fase di tensione.
Il bilancio dei controlli diffuso dal Viminale resta parziale: nel solo mese di agosto sarebbero state identificate 180mila persone in arrivo dalla Spagna. Trentuno sono state respinte, tra cui otto cittadini marocchini; secondo i dati riportati, nessuno degli otto apparteneva al gruppo di migranti arrivati a Ceuta.































































