Javier Bardem ha ricevuto il premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma, arrivando tra il tappeto rosso e la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica per la presentazione de L’essere amato di Rodrigo Sorogoyen, già in gara a Cannes. Il riconoscimento gli è stato consegnato da Paolo Sorrentino.
Interrogato sul red carpet su cosa ami di Roma, Bardem ha risposto: “Cosa posso dirti di Roma che non sia già stato detto? Poeti, scrittori, pittori e musicisti straordinari hanno espresso il significato di Roma molto meglio di quanto potrei mai fare io in tutta la mia vita. La sua bellezza rappresenta le cose straordinarie che possiamo fare quando usiamo la nostra immaginazione per creare qualcosa di buono”.
L’attore ha però avvertito sul rischio di lasciare che al potere arrivino figure contrarie ai diritti: “Tuttavia ‘poi può esserci Mussolini, se abbandoniamo le nostre responsabilità di cittadini e diamo potere a chi è assolutamente contrario ai diritti umani fondamentali. Ma questo è anche Franco, e questo è Hitler, e questo è Netanyahu'”.
Tornando al cinema, l’interprete di Non è un paese per vecchi ha indicato il suo film italiano preferito: “‘Otto e mezzo. Lo rivedo film ogni anno. E ogni volta c’è qualcosa di nuovo'”. Secondo Bardem, “il cinema è importante perché ci offre un modo per connetterci sempre di più gli uni con gli altri”. Ha poi aggiunto che viviamo un “tempo di disconnessione, nel quale sentiamo di essere in contatto gli uni con gli altri, ma siamo distanti. Creiamo bunker intorno a noi, perdendo i contatti gli uni con gli altri”, mentre con il cinema “ci si siede in una stanza buia con i propri amici, i propri nemici, e si vive, non solo si osserva, ma si vive un’esperienza emotiva, un viaggio. È una cosa meravigliosa”.
Alla domanda se vorrebbe lavorare con un regista italiano, Bardem ha risposto sorridendo: “certo, chi non vorrebbe?”. Il tema è tornato anche in sala durante l’introduzione di Sorrentino, che affiancato dalla direttrice artistica della Festa, Paola Malanga, e dal presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvatore Nastasi, ha detto: “Siamo tutti molto felici e onorati di premiare un attore meraviglioso. Ogni volta che lo incontro mi dice ‘dobbiamo fare un film insieme’ il che probabilmente non è vero, però questa battuta la recita in maniera così bella e appassionata che io sono felice e ci credo”. Bardem ha ricambiato la stima: “uno dei film che più mi ha segnato – dice emozionato dopo aver ricevuto il riconoscimento – è stata La grande bellezza”.
Parlando del premio ricevuto, l’attore ha affermato che “i premi debbano essere ricevuti, apprezzati, celebrati e poi dimenticati. Così possiamo continuare ad andare avanti e a crescere e, soprattutto, onorare e meritare il posto che gli altri, che voi, che mi date. Spero quindi di poter continuare a onorarlo con il mio lavoro futuro e che voi continuiate ad apprezzarlo”.
Dopo la premiazione è stato proiettato L’essere amato: Bardem vi interpreta un famoso regista che decide di affidare la parte di protagonista del suo nuovo lungometraggio alla figlia attrice (Victoria Luengo), con cui i rapporti da anni sono difficili. L’attore ha definito il film “un film bellissimo, profondo, coraggioso”. Il film uscirà in Italia il 12 novembre con Movies Inspired.


























































