Quando è iniziato questo progetto, sette anni fa, ho detto a Dario Zonta e Carlo Zoratti, i registi che mi hanno seguito: “voi siete David Attenborough e io la giraffa della savana che non sa di essere ripresa. Non voglio il controllo, altrimenti diventa la solita cosa mia in cui ho il controllo totale. Non mi sento padre, ma figlio di questo film”. Con queste parole Jovanotti è intervenuto alla Festa del Cinema di Roma, dove è stato presentato il documentario “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”.
Raccontando il percorso del film, l’artista ha spiegato di essersi sorpreso e anche di essersi sentito disturbato una volta arrivato alla fine. “Ho capito che questo lavoro metteva un punto e a me i punti non piacciono. Ha conciso anche con i miei 60 anni e con il sentire incombere la fine. Nel senso della fine di un mondo, di quel Jovanotti lì. Ma è un buon segno, mi costringe a chiedermi cosa inventarmi ora”, ha detto, aggiungendo che il film racconta “un bambino, che continua a essere molto vivo dentro me”.
Il documentario arriverà nelle sale italiane dal 26 novembre al 2 dicembre come evento speciale di 7 giorni, distribuito da Plaion Pictures. Sul tono e sull’approccio, Jovanotti ha sottolineato: “Non è come tutti i documentari sui cantanti, non volevo una celebrazione o uno spot, ma che ci fosse un po’ di cinema dentro”.


























































