Alla manifestazione della Via Maestra in piazza del Popolo a Roma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato che il 20 novembre la confederazione proclamerà lo sciopero generale, ricordando che la stessa giornata è prevista lo sciopero europeo degli studenti.
Dal palco Landini ha detto di avvertire “una responsabilità come persona e come segretario generale della Cgil” di fronte alla “regressione dei diritti, alla precarietà ai bassi salari”, e si è chiesto “che mondo lascio a voi?”. Ha aggiunto che “i diritti non li ha mai regalati nessuno” e che oggi la Cgil si batte “per ottenere i diritti che i giovani non hanno”. Per Landini serve “una solidarietà vera, non a parole” e la “ricostruzione dell’unità vera di questo Paese”, sottolineando che la solidarietà significa che “quelli che stanno un po’ meglio sono disposti a battersi per quelli che stanno peggio”.
Ricordando che “lo sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione”, Landini lo ha definito “lo strumento più solidale che esiste”, perché serve non solo a difendere i propri diritti ma “a estendere quei diritti alle altre persone”. Per questo motivo si è assunto “una responsabilità a nome di tutta la Cgil”: “il 20 novembre la Cgil proclamerà lo sciopero generale in questo Paese, perché ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico di cambiamento che rimette al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale. E posso dire che non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e con solidarietà”.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenuta alla manifestazione, ha richiamato lo spirito che a suo dire ha portato alla vittoria nel referendum costituzionale, evidenziando la necessità di “costruire l’alternativa insieme” e di andare a incontrare “le persone che si sono mobilitate”. “Vogliamo costruire l’alternativa non da soli ma con tutti quelli che vogliono contribuire e in questa piazza ce ne sono tante”, ha aggiunto.
A margine della manifestazione, il leader del M5s, Giuseppe Conte, ha affermato che la mobilitazione contribuisce “a chiarire gli errori di questo governo” e ha criticato la narrazione di un’Italia “dei record” sostenuta, a suo dire, da un “sistema mediatico compiacente”. Conte ha denunciato impoverimento del ceto povero, salari in calo, caro vita e difficoltà diffuse tra cittadini, imprenditori, artigiani e autonomi, osservando che il governo “non vuole riconoscerlo” e “chi protesta diventa l’occasione per il governo per scatenarsi negli attacchi”.
Portando l’esempio degli studenti, Conte ha detto che anziché ascoltarli e comprendere le ragioni della protesta, vengono accusati sfruttando alcuni episodi di violenza e ha citato la mancata attenzione alla scuola: “non si può non occuparsi mai per quattro anni della scuola e poi, quando c’è da contrastare Vannacci, lo si insegue sul velo, si fa propaganda sul numero degli studenti stranieri e non si mette un solo euro per la scuola”. Ha aggiunto che molte categorie, dagli studenti ai lavoratori in povertà assoluta e relativa, sono in estrema difficoltà con “un governo che non li considera”.
Conte ha anche parlato degli “extra profitti di tutti i colossi che si sono arricchiti in questi anni”, proponendo di ridestinare risorse “pianificate per il riarmo, per le armi” verso famiglie e imprese. “Abbiamo una crescita prossima allo zero”, ha detto, citando la prospettiva compromessa senza più fondi del Pnrr e l’aumento delle iniquità e delle diseguaglianze, e ha chiesto al governo di “andare a casa o inizi davvero, almeno con questa legge di bilancio, a mostrare il coraggio e l’interesse agli italiani che fin qui non ha fatto”.
Sempre dal palco, Landini ha rilanciato la proposta di una patrimoniale sulle grandi ricchezze: “Se a chi ha un patrimonio netto di 2 milioni si chiede di versare un contributo di solidarietà dell’1% si recuperano 25 miliardi, che si possono investire in sanità, scuola, affitti”. La Cgil stima che la misura riguarderebbe 500mila contribuenti e indica la riforma fiscale come “elemento decisivo”.
Sui social la Lega ha commentato con sarcasmo l’annuncio dello sciopero generale del 20 novembre, chiedendo: “E come mai di venerdì?”.


























































