martedì, Ottobre 20, 2026
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Roma: Schlein pronta a candidarsi a presidente del Consiglio, con o senza primarie

La segretaria del Pd Elly Schlein si è dichiarata pronta a guidare il partito e a candidarsi alla presidenza del Consiglio “con o senza le primarie”, nel suo intervento all’assemblea nazionale del Pd a Roma. Schlein ha detto che “ora manca un miglio” e che il partito è “pronto anche da subito a sederci con le altre forze progressiste per ultimare un programma comune”, ricordando che “anche questa settimana abbiamo scritto una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa”. Secondo la segretaria, però, serve l’intera alleanza progressista: “Bisogna essere tutti, non da soli, serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni. Bisogna allargare, non restringere”.

Schlein ha escluso aperture a larghe intese: “A chi tifa pareggio e pensa a un leader più disponibile alle larghe intese noi diciamo: mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista”. Rivolgendosi al presidente Stefano Bonaccini, ha ricordato le scommesse contro il partito e su di lei: “Avevano scommesso che ci saremmo scissi… avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato”. Schlein ha inoltre citato le proprie “aggravanti personali”: “Essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard”, e ha rilanciato il ruolo del partito come forza autonoma che risponde alla propria base.

A margine dell’assemblea la segretaria ha richiamato l’appello di Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno sottolineato la responsabilità comune di costruire un’alternativa dopo la manifestazione pacifica della Cgil: “Ci chiedono di valutare di fare insieme, di organizzare insieme una manifestazione sul carovita, sui salari, sulla giustizia sociale. Noi ci siamo, siamo assolutamente disponibili”, ha affermato Schlein, aggiungendo che il programma comune deve essere “affinato e chiuso” e che va intrecciato alla forte richiesta presente in parte del paese di migliorare le condizioni di vita.

All’assemblea nazionale di Terra comune a Roma Schlein ha sottolineato il valore del metodo collaborativo: “Qui non la pensate tutti allo stesso modo su tutto, ma avete deciso di ascoltarvi, di fare delle vostre differenze un valore, e di riuscire a discutere fino a trovare una sintesi che vi consenta di fare un passo avanti insieme. È esattamente il lavoro che stiamo facendo con le forze dell’Alleanza Progressista”.

Sul tema dell’alimentazione, Schlein ha chiesto di garantire “a tutti cibo sano, con una politica di lotta allo spreco e alla povertà alimentare” e di unire le forze con associazioni e ambientalisti per portare in governo “un metodo diverso, che non cala le risposte dall’alto ma ascolta le migliori pratiche”. Ha proposto di valutare “un sostegno alimentare mensile”, superando la logica dei bonus, e immaginando “uno strumento che riesce anche a incentivare comportamenti alimentari più sani”, con una maggiorazione legata all’inflazione per sostenere le famiglie a basso reddito. Schlein ha osservato che l’inflazione “in questi anni si è letteralmente mangiata i redditi e i salari degli italiani mentre il governo stava a guardare”, sottolineando l’attenzione su questo tema anche da parte dei compagni di Avs.

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, in una nota, hanno definito la manifestazione di massa di associazioni e Cgil “un messaggio chiaro e preciso: è tempo dell’alternativa a un governo di destra che difende i privilegi e le lobby, non dà risposte al malessere e ai problemi del Paese”. Hanno invitato le opposizioni a costruire “una grande manifestazione unitaria contro il carovita e per aumentare i salari degli italiani”, proponendo di incontrarsi per decidere la data e la piattaforma e affermando: “Il programma che dobbiamo scrivere vive se incrocia la mobilitazione delle persone. Il tempo è ora. Noi siamo pronti”.

Il leader del M5s Giuseppe Conte, intervenendo all’assemblea di Terra comune, ha detto che il campo progressista deve mettere a punto “un progetto serio” che non basti solo a battere la destra nell’immediato, ma che consenta di “cambiare il Paese” governando per cinque anni.

Sullo scontro in piazza, Angelo Bonelli ha condannato le violenze: “Noi le violenze le condanniamo. Gli autori di quelle violenze sono nostri nemici, nostri avversari, perché mettono non solo in secondo piano ma cancellano le legittime proteste”. Bonelli ha rimarcato che non spetta ai soggetti politici identificare i responsabili, ma al ministro degli Interni, e ha ricordato di aver visto manifestanti pacifici opporsi ai violenti e “una ragazza cercare di spegnere un incendio”. Sul tema dell’Ucraina, Bonelli ha detto che Avs è per “una netta discontinuità che metta al centro il tema della negoziazione della pace”, ricordando che “ci sono state quasi un milione di vittime tra morti e feriti nel conflitto in Ucraina”. Ha aggiunto la volontà di stracciare l’impegno preso da Giorgia Meloni sul 5% del Pil, sostenendo che “Quei 500 miliardi di euro aggiuntivi vanno destinati alla sanità pubblica, agli stipendi degli italiani e ai processi di modernizzazione e innovazione per produrre nuovo lavoro”.

Nicola Fratoianni ha ribadito che “la violenza non è mai una risposta” ma ha invitato a leggere con attenzione quanto accaduto, osservando che nelle manifestazioni si sono convocate sigle “almeno per me sconosciute”, come “Italia in piazza”, che non è riuscito a rintracciare. “Bisogna farsi delle domande”, ha detto, e ha respinto di voler essere complottista, spiegando invece che chi fa politica ha il compito di capire quanto accade, in particolare tra i giovani. Sul tema dell’Ucraina Fratoianni ha detto che al campo progressista “mancano centimetri” per trovare un accordo che saranno “colmati al più presto”. Per riconquistare l’elettorato mobilitato per il referendum sulla giustizia, ha proposto di continuare a pronunciare “parole molto chiare” sull’alternativa che si intende offrire: investire in sanità, scuola, ricerca e salari, ricordando che gli italiani hanno perso il 9,2% del potere d’acquisto dal 2021 ad oggi. Ha infine indicato la necessità di investire per una transizione al modello agroecologico, per la sovranità alimentare e per un cibo sano e giusto, recuperando così “lo spirito di quella tornata referendaria”.