martedì, Ottobre 20, 2026
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Roma: Shield Women, oltre 1.600 mammografie per le donne più fragili

Oltre 10mila persone raggiunte, 2.798 donne inserite nei percorsi di prevenzione e più di 1.600 mammografie effettuate per le donne più fragili: sono questi i risultati ottenuti nei primi mesi da Shield Women – Screening Help Initiative for Empowerment and Learning in Disadvantaged Women, il progetto promosso da Andos Nazionale Ets per facilitare l’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore al seno tra le donne che vivono condizioni di fragilità sociale, economica o culturale. Per 473 donne si è trattato del primo esame mammografico e 12 casi sono stati individuati grazie agli accertamenti effettuati.

Le attività sono state realizzate da 11 comitati Andos dislocati su tutto il territorio nazionale, attraverso una rete che ha coinvolto 93 associazioni e realtà locali, tra cui organizzazioni culturali, case antiviolenza, parrocchie, farmacie, ambulatori popolari e organizzazioni sindacali.

I risultati sono stati presentati a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, durante l’evento “Prevenzione oncologica e fragilità sociale: il modello Shield Women”. L’obiettivo del progetto è intercettare le donne che, pur potendo beneficiare dei programmi di screening mammografico, non riescono ad accedervi o lo fanno tardivamente a causa di difficoltà economiche e logistiche, barriere linguistiche e culturali, fragilità psicologiche o scarsa conoscenza dei servizi disponibili. Shield Women intende creare un collegamento diretto tra queste donne e il Servizio sanitario nazionale mediante attività di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento.

“I numeri raccolti dimostrano che non è sufficiente mettere a disposizione uno screening: dobbiamo fare in modo che tutte le donne possano realmente raggiungerlo – afferma Flori Degrassi, presidente Andos nazionale Ets – Esiste una parte della popolazione femminile che rischia ancora di rimanere ai margini della prevenzione. Con Shield Women andiamo noi incontro a queste donne, nei luoghi che frequentano e attraverso reti di cui si fidano. Le 473 prime mammografie rappresentano forse il dato che meglio racconta il valore del progetto: sono donne che siamo riusciti ad avvicinare alla prevenzione e che difficilmente avremmo intercettato attraverso i canali tradizionali”.

Elemento centrale dell’iniziativa è la “patient navigation”, un modello basato sull’accompagnamento attivo lungo il percorso di prevenzione, diagnosi e cura. Andos ha sviluppato un modello specifico per formare i propri volontari a riconoscere i bisogni delle donne, fornire informazioni corrette e facilitarne concretamente l’accesso ai servizi del Servizio sanitario nazionale. Il percorso, riferisce la nota, è iniziato nel maggio 2025 con un corso nazionale di tre giornate e si è poi sviluppato nei diversi territori attraverso collaborazioni con enti pubblici, servizi sanitari e realtà del terzo settore.

La formazione ha approfondito il funzionamento del Programma nazionale di screening mammografico e le sue principali criticità di accesso, i dati epidemiologici e le strategie per favorire l’adesione. Particolare attenzione è stata dedicata ai fattori sociali e psicologici che possono ostacolare l’accesso ai servizi sanitari e alle tecniche relazionali e comunicative necessarie per accompagnare le donne in condizioni di vulnerabilità.

Il progetto Shield è stato selezionato nel 2024 nell’ambito del Powering Breast Cancer Progress Grant promosso da AstraZeneca Global, risultando l’unica realtà europea tra le sette premiate a livello mondiale. “Il progetto – chiarisce Degrassi – si basa soprattutto sulla prossimità: incontri informativi e iniziative di sensibilizzazione vengono realizzati nei luoghi frequentati dalle comunità, grazie alla collaborazione con associazioni culturali e sociali, organizzazioni del volontariato, enti religiosi e servizi territoriali. L’obiettivo è raggiungere anche chi difficilmente accede ai tradizionali canali di informazione e prevenzione. Vogliamo trasformare questa esperienza in un modello sempre più strutturato e replicabile. La diagnosi precoce può ridurre l’invasività dei trattamenti e aumentare la possibilità di guarigione, ma perché questo accada dobbiamo ridurre le disuguaglianze che ancora condizionano l’accesso alla prevenzione”.

“Il nostro obiettivo – conclude Degrassi – è rafforzare la collaborazione tra associazioni, Istituzioni e servizi sanitari, affinché la condizione sociale, economica o culturale non sia determinante nella possibilità di tutelare la propria salute. La prevenzione deve essere realmente accessibile a tutte”.