sabato, Ottobre 17, 2026
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San Isidro: avvocato delle figlie chiede condanne e parla di assassinato a sangue freddo

Nella giornata conclusiva delle arringhe delle parti civili al processo per la morte di Maradona in corso a Buenos Aires, l’avvocato delle figlie dell’ex calciatore ha invocato condanne esemplari per il neurochirurgo Leopoldo Luque e per il resto dello staff medico che lo aveva in cura.

Per il delitto di omicidio semplice con dolo eventuale, l’avvocato Fernando Burlando ha chiesto condanne a 15 anni per Luque; 12 anni per la coordinatrice dell’assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlini; e 10 anni per la psichiatra Agustina Cosachov. Sono stati richiesti cinque anni per lo psicologo Carlos Diaz e quattro anni per l’infermiere Ricardo Almiron e il suo capo, Mariano Perroni, tutti ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Così come aveva invocato in precedenza il magistrato dell’accusa, anche Burlando ha chiesto l’assoluzione del medico clinico Pedro di Spagna, considerato estraneo ai fatti.

Quella di mercoledì 14 ottobre è stata l’arringa più lunga (oltre tre ore), dura ed emotiva, tra quelle ascoltate in queste fasi conclusive del dibattimento nel tribunale di San Isidro, a Buenos Aires. Burlando, che rappresenta Dalma e Gianinna Maradona, ha attaccato duramente lo staff medico: “Hanno ucciso un eroe mitologico, un guerriero capace di viaggiare verso l’oblio e la morte e di farvi ritorno a proprio piacimento. E lo hanno fatto in modo vile, sfruttando la sua salute cagionevole”.

“All’inizio di questo processo ho detto che Diego è stato assassinato. Oggi, lo ripeto: è stato assassinato a sangue freddo, e quell’affermazione non si basa più su ciò che ha presentato la difesa o su quanto sostenuto da Dalma e Gianinna. Oggi quella tesi si fonda su tutte le prove che sono emerse nel corso di queste udienze”, ha aggiunto Burlando.

Nell’arringa finale ha poi descritto le condizioni in cui Maradona fu ricoverato: “Diego è stato ricoverato in quella casa che ho definito un porcile, ma ci è arrivato vivo. I medici che lo avevano in cura hanno ignorato segnali e sintomi che avrebbero preoccupato chiunque. Il corpo di Diego chiedeva aiuto, ma l’indifferenza è stata brutale”, ha concluso l’avvocato.