Si è celebrata ieri pomeriggio, mercoledì, a Santa Maria Capua Vetere l’udienza del processo che vede 35 persone imputate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio. Il collegio ha ascoltato il teste di polizia giudiziaria, il maresciallo maggiore D’Errico, che ha condotto operativamente la fase delle indagini e ha ripercorso la genesi dell’inchiesta delineando, a grandi linee, i ruoli attribuiti ai vari indagati.
L’attenzione si è concentrata sulla ricostruzione di due presunti gruppi operativi: quello riconducibile alla famiglia De Matteo di Santa Maria a Vico e quello collegato all’ambiente Gagliardi-Villanova di San Felice a Cancello. Secondo quanto riferito dall’investigatore, i due sodalizi avrebbero caratteristiche e capacità operative differenti.
Per il presunto gruppo dei De Matteo, che secondo l’accusa sarebbe riconducibile a Giovanni De Matteo, 53 anni, di Santa Maria a Vico, indicato come capo, promotore e organizzatore del sodalizio, il maresciallo ha parlato di un volume d’affari più contenuto, con piccoli quantitativi di droga trattati e una minore disponibilità economica. Con Giovanni figurano la moglie Maria Raniero, 50 anni, e i figli Giulio, 34 anni, Paola, 31 anni, e Salvatore, 29 anni, tutti di Santa Maria a Vico; nella stessa famiglia è incluso anche Filippo De Matteo, 33 anni, di Sant’Agata de’ Goti. Tra i presunti partecipi e collaboratori sono stati citati Michela Piscitelli, 35 anni, di Santa Maria a Vico (moglie di Giulio De Matteo); Luigi Cerrone, 27 anni, di Santa Maria a Vico (compagno di Paola De Matteo); Mirko Salvati, 34 anni, di Tortoreto; Biagio Salvatore Coda, 33 anni, di Santa Maria a Vico, indicati come stretti collaboratori incaricati dello spaccio al dettaglio. Nicola Semplice, 34 anni, detto “Benzemà”, è indicato come capo piazza del Parco Verde e fornitore all’ingrosso dei De Matteo, mentre Biagio Piscopo, 58 anni, di Afragola, sarebbe il tramite con la piazza di spaccio di Afragola.
Diverso, secondo l’impostazione accusatoria riferita dal maresciallo, il quadro per il presunto gruppo Gagliardi-Villanova di San Felice a Cancello, descritto con un volume d’affari decisamente superiore, maggiore disponibilità di sostanze stupefacenti e quantitativi sequestrati sensibilmente più elevati rispetto al primo gruppo. I nomi di riferimento indicati per questo presunto sodalizio sono quelli di Luca Gagliardi, 51 anni; Francesco Gagliardi, 57 anni; Giuseppe Villanova, 48 anni; e Luca Villanova, 48 anni, tutti di San Felice a Cancello. Con loro sono citati anche Pasqualina Gagliardi, 58 anni, di Santa Maria a Vico; Carmine Gammella, 61 anni; Giovanna Iossa, 47 anni; Assunta Liparulo, 36 anni; Carmine Passariello, detto “Nino”, 44 anni; Pasquale Castaldo, 29 anni; Valerio De Lucia, 32 anni; Angela Affinita, 44 anni; e Antonio Affinita, 33 anni, detto “o Veronese”, tutti di San Felice a Cancello.
Completano l’elenco degli imputati Giuseppe Ferrara, 44 anni, di San Felice a Cancello; Marco Fiore, 57 anni, di Casavatore; Luigi De Lucia, 65 anni, di Casavatore; Giuseppe De Maria, 28 anni, di Acerra; Andrea Lago, 31 anni, di Casavatore; Davide Migliore, 33 anni, detto “o Stagnaro”; Domenico Biondillo, 59 anni, di Santa Maria a Vico; Raffaele Conte, 55 anni, di Marano di Napoli; Alessandro Vigliotti, 47 anni, di Acerra; e Mauro Mugnolo, 49 anni, di Acerra. Gli imputati risiedono principalmente tra Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello e i comuni limitrofi.
L’udienza è stata rinviata al 2 dicembre 2026, quando il processo entrerà nel vivo con l’esame delle intercettazioni telefoniche e ambientali, indicate come il cuore dell’impianto accusatorio. Tra i numerosi difensori presenti figurano gli avvocati Vittorio Fucci, Rosa Piscitelli, Orlando Sgambati e Gennaro Masiello.





























































