sabato, Ottobre 17, 2026
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Savona, lo chef Paolo Ferrua si racconta nel libro La strada non sceglie il destino

Lo chef savonese Paolo Ferrua ha raccontato la propria vicenda personale e professionale in un libro, La strada non sceglie il destino. Come la cucina mi ha insegnato a cadere, ricostruirmi e trovare la mia direzione, pubblicato da Autoritas Editore e disponibile anche su Amazon. Il volume non è un ricettario né la semplice cronaca di successi, ma un racconto che affronta anche le pagine più difficili della vita dell’autore.

Ferrua, cresciuto nel quartiere di Piazzale Moroni, ricostruisce l’adolescenza complicata e il percorso di uscita dalla dipendenza da eroina, con il passaggio per una comunità terapeutica considerato il primo passo verso una nuova consapevolezza. Secondo quanto emerge nel libro, il lavoro in cucina e la disciplina richiesta da un ambiente professionale gli hanno permesso di costruire giorno dopo giorno un equilibrio diverso: la cucina è diventata per lui responsabilità e occasione di ricominciare.

Il suo ingresso in una cucina professionale è avvenuto a diciotto anni, in un ristorante di Sanremo. Da lì la carriera è proseguita con ruoli crescenti, fino a Roma, dove è stato executive sous chef dell’Hotel Villa Doria Pamphili. Nel 2010 Ferrua è stato executive chef del Padiglione Italia all’Expo di Shanghai, guidando una brigata capace di gestire fino a 5.000 pasti al giorno. Sono poi seguite esperienze professionali a Londra, a Malta e in Spagna.

Il libro sottolinea che i traguardi professionali non eliminano la possibilità di crisi personali: anche quando sembra di aver raggiunto molto, può essere necessario fermarsi e rimettere in discussione la propria direzione. Per Ferrua la risposta è passata dal ritorno in Liguria, in Valle Bormida, dove l’esperienza maturata nel tempo si è intrecciata con una visione più consapevole della cucina, del territorio e del rapporto con il cibo.

Oggi lo chef dirige una storica osteria nella provincia di Savona, con una proposta incentrata sulla tradizione e sulla qualità delle materie prime. Il filo conduttore del libro è già nel titolo: l’idea che il punto di partenza non determini il punto di arrivo. Ferrua rifiuta la logica del “tutto e subito” e propone invece un percorso paziente, affrontato scalino dopo scalino e con la capacità di imparare anche dalle cadute.

Il messaggio del volume è rivolto non solo agli addetti ai lavori della ristorazione, ma a chiunque si sia trovato nella necessità di ricominciare.