La cessione ai privati del 10,5% del trasporto pubblico savonese è all’origine dello sciopero di oggi, 19 ottobre. Faisa-Cisal ha proclamato la mobilitazione mettendo in guardia su possibili ripercussioni su occupazione, manutenzione e qualità del servizio.
Secondo il sindacato l’operazione, pur presentata come necessaria, va valutata in base alle conseguenze concrete per il personale e per gli utenti. L’ingresso di un soggetto privato avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per ottenere nuove risorse, acquistare mezzi e incrementare il numero degli addetti; la soluzione prospettata, invece, prevederebbe il trasferimento di veicoli e lavoratori e una riduzione di una parte delle risorse, già limitate, destinate dalla Regione Liguria a TPL Linea.
Faisa-Cisal avverte che questa scelta rischia di indebolire la capacità operativa del gestore pubblico, con possibili effetti sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio offerto ai passeggeri. A destare preoccupazione è anche l’aspetto economico: a parità di costi fissi, osserva il sindacato, un operatore privato deve considerare nel proprio bilancio anche il margine di profitto, da cui derivano dubbi sulla reale convenienza dell’operazione e sui risparmi possibili.
Un ulteriore nodo riguarda la manutenzione dei mezzi ceduti, che verrebbe affidata a un soggetto esterno. Per Faisa-Cisal questa prospettiva apre interrogativi sulla sicurezza dei veicoli e sulla tenuta delle competenze e delle strutture interne all’azienda.
“Un eventuale risparmio non può essere perseguito a scapito della manutenzione e del servizio”, spiega il sindacato, che lega la contestazione dell’operazione alla necessità di garantire standard adeguati per chi lavora e per chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico. L’appello finale è rivolto a tutto il personale: “Scioperiamo per difendere le conquiste del passato e, soprattutto, il futuro del servizio pubblico”.
































































