sabato, Ottobre 17, 2026
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Savona, studenti in piazza contro scuole a pezzi: mancano insegnanti e spazi

Anche a Savona gli studenti delle superiori hanno partecipato oggi, 16 ottobre, alle proteste collegate allo sciopero dei docenti proclamato questa mattina. Al centro della mobilitazione dei professori ci sono le richieste sul salario — con la richiesta di un incremento del 20% per recuperare l’inflazione — e la contrarietà al lavoro precario; gli studenti hanno deciso di scendere in piazza per far sentire la loro voce.

Dagli istituti superiori è partito un corteo autorizzato, senza però che fosse previsto un presidio iniziale in piazza Mameli. “Abbiamo deciso di scendere in piazza – dice uno di loro – perché mancano insegnanti, le scuole cadono a pezzi e mancano gli spazi. È una protesta pacifica per far sentire la nostra voce anche a chi dice che i giovani sono passivi e si disinteressano a tutto. E per solidarietà agli studenti francesi”.

In piazza Mameli la manifestazione si è svolta tra qualche fumogeno e petardo e sfottò al Ministro Valditara. I cartelli esposti richiamavano gli slogan: “Chi non ha il coraggio di ribellarsi non ha il diritto di lamentarsi”, “Libri d’oro, scuole di cartone”, “Più soldi alle scuole, meno soldi alla guerra”. Non sono mancati canti e applausi, e alla protesta hanno preso parte anche alcuni insegnanti che avevano aderito allo sciopero.

“Scioperando ci rimetto 100 euro – dice una di loro – ma ho deciso di aderire a sostegno delle richieste dello sciopero e ho voluto vedere la protesta degli studenti che vogliono far sentire la propria voce”, ha aggiunto una docente presente al presidio.

Dopo il presidio una parte del corteo si è sciolta, mentre un’altra parte ha proseguito verso piazza Sisto, scortata da Carabinieri e Polizia, dove si è riunito un gruppo di ragazzi. Le porte del Comune erano state sbarrate: avvisato, il sindaco Marco Russo le ha poi fatte aprire, dal momento che l’amministrazione non era stata informata e non aveva deciso la chiusura.