Nella domenica degli outsider che si affacciano per la prima volta al grande tennis, Alejandro Davidovich Fokina si libera finalmente dall’etichetta che lo aveva accompagnato per gran parte della carriera. Lo spagnolo, spesso ricordato per le sconfitte in partite apparentemente già vinte, alza a Shanghai il trofeo di un Masters 1000 battendo in finale Rafael Jodar, indicato come una speranza iberica per un futuro insieme ad Alcaraz.
Dopo un avvio complicato, con Jodar che si aggiudica il primo set per 6-1 in soli 27 minuti, Davidovich Fokina cambia marcia. Porta la partita in una lunga battaglia punto a punto, sfruttando esperienza e brillantezza atletica: due ore di scambi intensi in cui lo spagnolo prevale chiudendo 7-6 6-4. Per Jodar, comunque, la finale vale il ritorno all’ottavo posto della Race per Torino. Per Davidovich Fokina, 27 anni, è il terzo successo in pochi mesi e il primo titolo Masters 1000 dopo due 250, segnando una possibile svolta nella sua carriera.
A Wuhan va in scena un altro exploit: Maja Chwalinska, che era già arrivata in finale al Roland Garros da outsider e che in gioventù aveva dato filo da torcere alla connazionale Iga Swiatek prima di attraversare anni difficili segnati dalla depressione, conquista il primo WTA 1000 della carriera. Nella semifinale del torneo proprio Swiatek era la prima top ten battuta in carriera dalla polacca. In finale l’avversaria è Sonay Kartal, salita dal numero 170 al 50 del mondo: l’inglese vince il primo set, ma Chwalinska rinviene e chiude i giochi sul 6-4 6-2, aggiudicandosi così il titolo a Wuhan.


























































