Sparanise – Secondo approfondimento sulle compravendite legate alla vasta area industriale riconducibile al fallimento ILPA, nel territorio del Comune di Calvi Risorta al confine con Sparanise. L’inchiesta torna su un episodio chiave: l’incendio del 2006, partito in uno dei capannoni e propagatosi ad altri, che contribuì ad abbassare il prezzo dei beni all’asta e favorì gli acquisitori, tra cui la famiglia Sorvillo, già attiva nelle procedure fallimentari.
All’epoca l’operazione fu seguita dal commercialista Guido Sorvillo, mentre Elio Sorvillo – citato nelle informative della polizia come imprenditore ritenuto vicino al clan Papa, secondo relazioni trasmesse alla DDA di Napoli – fornì parte dei capitali necessari all’acquisizione. Elio Sorvillo è poi deceduto in un incidente aereo che ha coinvolto un velivolo da turismo di sua proprietà. Guido, che oggi non risulta più esercitare la professione di commercialista e pare abbia intrapreso quella forense, ha lasciato lo studio a sua figlia Giuliana Sorvillo.
Nonostante i cambiamenti, il valore dell’area ex ILPA è rimasto elevato. Oltre alla gestione dell’asta, a Elio venivano attribuite numerose proprietà, tra cui un elicottero e una grande villa con piscina nella zona dell’antenna Telecom, in centro a Sparanise. Oggi Pierluigi Sorvillo, figlio di Elio, è emerso come erede del patrimonio e ha avviato operazioni immobiliari: una porzione dell’area sarebbe finita nella dichiarazione dei redditi di Giuliana Sorvillo, “almeno si spera”, si legge, mentre un’altra è stata ceduta a Nello Verrengia, noto nel settore dei rifiuti e delle bonifiche e tra i protagonisti della realizzazione della centrale elettrica di Sparanise della società Calenia. Una terza porzione è tuttora in mano a Pierluigi, con un cartello «Vendesi» visibile sul posto. Sempre nella famiglia Sorvillo si segnala l’avvio di un’agenzia immobiliare da parte di un’altra figlia di un esponente familiare.
Nell’area acquisita da Verrengia sono in corso scavi: l’operazione non è quindi descritta come meramente speculativa. In un prossimo articolo la redazione intende approfondire eventuali chiarimenti da parte di Verrengia sulla regolarità delle operazioni in corso, in particolare per quanto riguarda autorizzazioni e le bonifiche di aree segnate da anni di produzione di vernici e altri materiali definiti nel passato “inquinanti e altamente infiammabili”, attività che potrebbero aver favorito l’incendio citato.
La prevista terza puntata si propone inoltre di ricostruire i flussi di denaro collegati all’operazione: ammontari che, passando dalla lira all’euro, sono spiegati nel testo come cifre rilevanti — dai svariati miliardi del periodo della lira a decine o centinaia di milioni di euro oggi. L’articolo osserva infine, senza entrare nel merito giudiziario, come il funzionamento delle aste fallimentari e la gestione di talune procedure nel comprensorio siano stati oggetto in passato di atti giudiziari che coinvolsero anche alcuni giudici, con riferimenti al ruolo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere come sede unica provinciale dell’epoca.






























































