Renzo Arbore ha donato al Museo della Radio e della Tv Rai di Torino la prima radio della sua collezione: una Fada Model 1000 statunitense degli anni Quaranta dal design Art Déco. L’esemplare entra nel nuovo allestimento del Museo di via Verdi 16, struttura che in pochi anni ha visto crescere i visitatori da 5.000 a 200.000.
Arbore, collegato telefonicamente con il Museo, ha raccontato come sia nata la passione per questo oggetto. Dopo essersi innamorato di una radio durante un viaggio a Los Angeles, provò ad acquistarne una vista a New York, senza riuscirci perché il proprietario si rifiutò di venderla; ne trovò poi un’altra in un mercatino vintage della città, dando così inizio alla sua raccolta. Ha ricordato l’interesse per la radio sin dall’infanzia: “Ero appassionato, facevo le radio a galena”, ha detto, rievocando i rudimentali ricevitori con cui i ragazzi del dopoguerra ascoltavano le trasmissioni e “sentivamo delle voci misteriose”.
Lo showman ha sottolineato la resilienza del mezzo rispetto all’avvento della televisione e di Internet: “La radio è uno strumento velocissimo, insostituibile. Si dava per scontato che diventasse una seconda battuta, invece no”. Ha aggiunto che sono stati i giovani a riscoprirla per portabilità e immediatezza e che “ci sembrava che la radio fosse superata e invece la radio ha fatto sua Internet”. Per Arbore il segreto del successo della radio è anche nella capacità di tenere compagnia “senza disturbare”: “La radio si può ascoltare in automobile, mentre si lavora o si svolgono le attività quotidiane”.
All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco Stefano Lo Russo che ha invitato Arbore a tornare a Torino per visitare il Museo e Palazzo Civico, il professor Umberto Broccoli, il direttore del Centro di Produzione Tv di Torino Guido Rossi e il direttore del Museo Alberto Allegranza. Allegranza ha presentato le novità del percorso espositivo, dove la storia della radio si intreccia con quella della televisione. Il nuovo allestimento celebra la storia del varietà televisivo con gli abiti originali di Mina, delle gemelle Kessler, di Patty Pravo, Heather Parisi, Lorella Cuccarini e Rita Pavone.
Tra le novità esposte figurano il registratore magnetico Lorenz del 1936, restaurato con il contributo di Aire Piemonte, e la ricostruzione della “radio a gavetta”, testimonianza dell’ingegno degli internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale. Il Museo ha inoltre introdotto soluzioni per l’accessibilità, con avatar in Lingua dei Segni Italiana e nuove esperienze interattive.
Durante il collegamento Arbore ha anche ricordato Cari amici vicini e lontani, il programma del 1984 dedicato ai sessant’anni della radio: “È stato importantissimo, riuniva grandi protagonisti dello spettacolo tra canzoni, poesie e sketch”. Ha infine parlato del progetto della casa-museo di Foggia, destinata a ospitare le sue collezioni e a diventare “uno spazio culturale per le nuove generazioni”: “Saranno presenti tutte le mie collezioni, che serviranno come arredamento di uno spazio dedicato ai giovani, all’arte e alla musica”, ha spiegato.





























































