sabato, Ottobre 17, 2026
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Trieste, Dna di un uomo ignoto sui jeans e su un sacco di Liliana Resinovich

Sono state trovate tracce di Dna appartenenti a uno stesso uomo ignoto sui jeans di Liliana Resinovich, la donna di 63 anni scomparsa il 14 dicembre 2021 e il cui cadavere fu ritrovato il 5 gennaio 2022 tra i cespugli di una zona dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste. Tracce sarebbero state individuate anche su uno dei sacchi neri che contenevano il corpo della donna.

Si tratta dell’esito dei quesiti posti dal Gip di Trieste Flavia Mangiante ai periti, i cui risultati saranno discussi nell’udienza del 30 ottobre prossimo.

Gli esperti hanno inoltre accertato che sulle suole delle scarpe di Liliana non ci sono tracce del terreno corrispondente al luogo in cui fu rinvenuto il cadavere, elemento che potrebbe avere rilievo nella ricostruzione degli ultimi movimenti della donna.

I periti hanno rilevato anche un contatto diretto tra il giubbotto indossato dal marito della vittima, Sebastiano Visintin, il giorno della scomparsa, e il giubbotto e la borsa di Liliana.

Negli esami sul cordino utilizzato per tenere insieme le chiavi della donna sono emersi due profili genetici complessi, indicativi della presenza di materiale biologico riconducibile a un soggetto di sesso maschile ancora sconosciuto. Resta da chiarire a chi appartenga quel materiale genetico, quando sia stato depositato e quale relazione possa avere con la morte della donna; la presenza di Dna su un oggetto personale, considerata isolatamente, consente ipotesi investigative ma richiede ulteriori verifiche.

Diverso il risultato sugli esami del cordino trovato attorno al collo di Liliana: su quello sarebbe stato individuato esclusivamente Dna riconducibile alla vittima.

Una serie di riscontri che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, escluderebbero il marito della donna, Sebastiano Visintin, unico indagato in questa vicenda.