Proseguono dalla scorsa notte le operazioni di soccorso per recuperare lo speleologo rimasto intrappolato a dieci metri di profondità nella grotta di Gorropeddu, a Urzulei, in Ogliastra, a seguito di una frana che ha ostruito l’ingresso della cavità. I soccorritori, che sono riusciti a contattarlo a voce, riferiscono che l’uomo è vivo e cosciente.
Sul posto operano decine di specialisti del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico e dei Vigili del fuoco, con la squadra del distaccamento di Tortolì, le squadre Speleo Alpino Fluviali (SAF) del comando di Nuoro e 16 unità USAR Medium elitrasportate a Gorropeddu dall’Aeronautica Militare di Decimomannu. È stato allestito un posto di comando avanzato per coordinare le operazioni; presenti anche operatori del CNSAS e diverse unità della Protezione civile di Dorgali.
Secondo quanto appreso, lo speleologo è un 31enne residente nel Sassarese. Era in compagnia di altri escursionisti quando la frana ha bloccato la grotta e sono stati i compagni a dare l’allarme. L’uomo è rimasto intrappolato sotto i detriti per circa 20 ore; le operazioni di accesso alla cavità sono rese particolarmente difficili dall’abbondanza di materiale da rimuovere e dalla presenza di massi instabili.
L’intervento aereo dell’Aeronautica Militare è stato attivato per supportare le operazioni di recupero. L’azione è stata coordinata dal Rescue Coordination Centre del Comando Operazioni Aerospaziali dell’Aeronautica Militare, con sede a Poggio Renatico, su richiesta del CNSAS e della Prefettura. Un elicottero HH-139 dell’80° Centro S.A.R. di Decimomannu è decollato alle 20.35 locali e ha trasportato sul posto una prima aliquota di otto tecnici del CNSAS. Lo stesso mezzo è poi rientrato a Decimomannu per imbarcare specialisti dei Vigili del Fuoco; a causa del volume e della consistenza del materiale tecnico necessario sono stati effettuati più viaggi per trasferire tutto il personale e le attrezzature. L’equipaggio è rimasto in prontezza operativa per un eventuale trasporto sanitario al termine dell’estrazione. Da Pratica di Mare è decollato inoltre un secondo HH-139 dell’85° Centro S.A.R., con a bordo tre tecnici del CNSAS specializzati nelle attività di disostruzione e il relativo materiale tecnico.
I tecnici, al lavoro dalla sera precedente e per tutta la notte, hanno liberato l’ingresso della cavità e messo in sicurezza le pareti di accesso per prevenire ulteriori cedimenti, riuscendo ad arrivare al cunicolo dove lo speleologo è bloccato. All’intervento partecipano 48 operatori del Soccorso alpino e speleologico della Sardegna, insieme a circa 30 Vigili del Fuoco specializzati (USAR-M, SAF e TAS), con il supporto della Protezione civile di Dorgali.
Le operazioni continuano con la delicata rimozione manuale del materiale che ostruisce il cunicolo in cui si trova l’uomo, ancora parzialmente sepolto dai detriti. L’area di lavoro è estremamente ristretta — circa 1,5 metri per 1,5 metri — e caratterizzata da forte instabilità; i soccorritori procedono pertanto allo scavo alternando la rimozione del materiale al consolidamento delle pareti mediante tavole di contenimento, per evitare ulteriori cedimenti e consentire progressi in condizioni più sicure. È atteso a breve l’arrivo di un elicottero con ulteriori materiali e attrezzature necessari alla messa in sicurezza dell’ambiente e al completamento delle operazioni di estrazione.


























































