sabato, Ottobre 17, 2026
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Vaia: ogni richiesta d’aiuto in ospedale è una sconfitta, ripristinare le Usca

Ogni chiamata di aiuto da parte di familiari di pazienti ricoverati, soprattutto in un’area di emergenza, è per me “una sconfitta”, afferma Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e già direttore generale dell’Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani di Roma. “E dovrebbe essere una sconfitta per tutti noi operatori del Servizio sanitario nazionale”, aggiunge, denunciando criticità di un sistema che spesso non riesce a garantire risposte tempestive senza interventi personali.

Vaia sottolinea che si tratta di una situazione “che viene da lontano, non nasce oggi” e ribadisce la necessità di migliorare le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, soprattutto di quelli impegnati nell’emergenza, fornendo strumenti e risorse adeguate.

Come risposta concreta propone il recupero del modello delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale impiegate durante la pandemia, trasformandole in uno strumento strutturale dell’assistenza territoriale. “Durante il Covid avevamo medici e infermieri, soprattutto giovani professionisti, che raggiungevano i pazienti direttamente nelle loro abitazioni. Portavano anche strumenti diagnostici, come gli ecografi, che consentivano di individuare una polmonite ed evitare, quando possibile, un ricovero non necessario. Perché non ripartire da quell’esperienza?”, spiega.

L’obiettivo indicato da Vaia è spostare sul territorio parte delle cure oggi concentrate negli ospedali, rafforzando le cure domiciliari e riducendo accessi evitabili ai pronto soccorso. “L’ospedale deve essere il luogo dell’emergenza e dell’alta specializzazione. Ma dobbiamo curare le persone a casa ogni volta che le condizioni cliniche lo consentono. Possiamo chiamare queste nuove équipe come vogliamo, ma dobbiamo rimettere in piedi quel modello”, conclude, rilanciando un appello a investire su medici, infermieri, diagnostica domiciliare e prossimità delle cure.