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Veneto annuncia nuovi posti letto per studenti: scoppia polemica su prezzi e privati

Venezia, 17/10/2026 – Nel pieno delle mobilitazioni studentesche che attraversano il Paese, l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione del Veneto, Valeria Mantovan, ha tracciato una netta linea di demarcazione tra il diritto costituzionale a manifestare e quelle che ha definito “condotte di natura delinquenziale” emerse in alcune chat della mobilitazione. Pur condannando fermamente ogni forma di violenza o di strumentalizzazione politica, l’assessore ha rivendicato l’impegno della Regione sul fronte dei trasporti e delle borse di studio, indicando una copertura totale da circa 100 milioni di euro per il 2026-2027, e ha posto l’accento sulla questione della residenzialità studentesca.

Al momento gli ESU del Veneto gestiscono 3.855 posti letto (2.102 a Padova, 853 a Venezia e 900 a Verona). A questi sono programmati 985 posti aggiuntivi — 257 nuovi posti a Padova entro il 2028 e 728 a Venezia entro il 2029 — per un totale di 4.840 unità. È inoltre in valutazione l’acquisizione di un immobile dell’ULSS 3 Serenissima. Il comunicato regionale, tuttavia, non specifica a quale prezzo effettivo saranno messi a disposizione i nuovi alloggi, una mancanza di cifre che alimenta timori circa tariffe non accessibili per gli studenti e le loro famiglie.

Il tema del caro affitti e della reale accessibilità degli studentati è stato al centro di un acceso confronto televisivo andato in onda venerdì 16 ottobre durante la trasmissione Otto e Mezzo, condotta da Lilli Gruber. Ospite in studio, Italo Bocchino aveva snocciolato i dati governativi sugli alloggi universitari creati, sfidando chiunque a contestare la veridicità dei numeri.

A raccogliere la sfida in diretta è stata Sabrina Brizzone, vent’anni, coordinatrice dell’Unione degli Universitari (UDU), che ha replicato contestando la narrazione ufficiale con queste parole: “Stiamo mettendo le tende perché non riusciamo più ad arrivare a fine mese, il costo del carrello della spesa è insostenibile, il costo degli affitti è insostenibile. Con molto piacere rispondo ai numeri citati da Bocchino perché sì, questo governo ha trovato 40.000 posti letto, grazie ai fondi del PNRR ne ha costruiti altri 33.000, la ministra Bernini aveva dichiarato di volerne costruire 60.000 entro il 2026. Ne ha costruiti 33.000 e con i fondi PNRR, ma il 96% di questi studentati è finito in mano ai privati, quindi con prezzi di mercato, che arrivano a Milano a costare mille euro per stanza, ecco questo non significa tutelare i diritti degli studenti.”

La replica sposta l’asse del dibattito politico: secondo la rappresentante degli studenti, non basta ampliare la mappa degli alloggi se la gestione e i costi rimangono ancorati alle logiche del mercato privato, lasciando irrisolto il problema del reale accesso per i fuori sede privi di mezzi adeguati.

Italo Bocchino è politico, giornalista e editore italiano. È stato deputato alla Camera dal 9 maggio 1996 al 14 marzo 2013 per quattro legislature, ricoprendo vari incarichi parlamentari, prima con AN poi con PdL ed infine Futuro e Libertà per l’Italia, in cui è stato vicepresidente del partito.