martedì, Ottobre 20, 2026
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Veneto e altre regioni, falsi allarmi bomba nelle scuole: Stefani li definisce gravissimi

Giornata di disagi e verifiche per diversi istituti scolastici del Veneto e di altre regioni italiane: una serie di falsi allarmi bomba ha costretto le scuole a interrompere le lezioni e ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per le operazioni di bonifica. Nel Veronese sono stati coinvolti Bosco Chiesanuova e Castel d’Azzano.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito i fatti «inaccettabili». «Il Veneto non accetta ricatti, intimidazioni o tentativi di creare un clima di paura, soprattutto quando vengono prese di mira le nostre scuole e i nostri ragazzi», ha dichiarato Stefani, ringraziando gli operatori intervenuti per mettere in sicurezza gli edifici e auspicando che «gli autori di queste azioni vengano puniti con il massimo rigore previsto dalla legge». Ha poi ricordato che le scuole devono rimanere «un luogo di formazione e assoluta serenità».

Sulla stessa linea si è espressa Valeria Mantovan, assessora regionale all’Istruzione e Formazione, che ha manifestato la propria vicinanza agli studenti e al personale scolastico coinvolti nei disagi. Mantovan ha chiesto che questi episodi non vengano minimizzati o derubricati a semplici «bravate», definendoli «episodi gravi» e sollecitando l’individuazione dei responsabili nel minor tempo possibile.

L’assessora ha inoltre ringraziato le dirigenze scolastiche per la prontezza con cui hanno attivato i protocolli di emergenza a tutela dei ragazzi e ha sottolineato che «è fondamentale che simili condotte non compromettano la serenità delle comunità scolastiche e il regolare svolgimento delle attività didattiche», ribadendo l’importanza di garantire la continuità didattica in totale sicurezza.

Anche Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito, ha condannato le minacce: «Chiunque ci sia dietro queste minacce merita la più ferma condanna. Gli studenti non si toccano e le scuole non si usano per seminare paura». Borchia ha aggiunto che «siamo di fronte a un gesto vile, che terrorizza studenti, famiglie e personale scolastico, sconvolgendo la quotidianità di intere comunità», definendo inaccettabile il comportamento di chi «pensa di poter giocare con la paura e trasformare le scuole in luoghi di minaccia». Ha concluso affermando che «non ci sono giustificazioni né attenuanti per chi semina allarme e mette in discussione la serenità delle nostre comunità».