Migliaia di studenti hanno partecipato oggi a manifestazioni e presidi in tutto il Veneto, mobilitandosi nelle principali piazze di Padova, Treviso, Belluno, Vicenza, Verona e Venezia. Le proteste, promosse per denunciare i disagi del sistema scolastico, si sono svolte in contemporanea con cortei in centinaia di altre città italiane.
Al centro della mobilitazione i problemi legati al futuro dei giovani e alle condizioni materiali della vita scolastica. Come sottolineato da Viola Carollo, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto, le richieste comprendono temi che vanno dalla sicurezza degli edifici al diritto a un’istruzione pubblica e accessibile. “Vogliamo un futuro che possiamo permetterci, un futuro in cui le nostre scuole non ci crollano addosso, un futuro in cui i trasporti pubblici sono efficienti, un futuro in cui il diritto allo studio è garantito a tutti, e in cui venga finanziata l’istruzione e non la guerra”, ha dichiarato Carollo.
Nel comunicato degli organizzatori emergono con forza due criticità principali. La prima riguarda l’edilizia scolastica: molti istituti presentano strutture inadeguate, con tetti pericolanti, finestre non a norma, servizi igienici in cattive condizioni e impianti obsoleti. Le aule sono soggette a condizioni termiche estreme — troppo calde d’estate e troppo fredde d’inverno — e la carenza di spazi incide negativamente sulla qualità dell’insegnamento.
La seconda questione segnalata è il divario territoriale nei trasporti. Chi vive e studia nelle zone montane e nelle aree interne deve affrontare un trasporto pubblico spesso costoso e poco frequente, un disagio che ostacola la frequenza scolastica e la vita sociale e che contribuisce allo spopolamento giovanile della regione.
La mobilitazione proseguirà con altri appuntamenti già in programma: domani è prevista la partecipazione alla manifestazione nazionale della Via Maestra a Roma, mentre il 20 novembre è stato annunciato uno sciopero internazionale studentesco che coinvolgerà giovani di diversi Paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Albania e Italia.



























































