sabato, Ottobre 17, 2026
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Venezia, presunta truffa in istruzione parentale e asili: denuncia alla Guardia di Finanza

Una segnalazione anonima pervenuta alla redazione denuncia una presunta truffa ai danni di numerose famiglie nell’ambito dell’istruzione parentale (homeschooling) e degli asili parentali nella provincia di Venezia. L’autore della lettera ha chiesto il totale anonimato per tutelare la privacy e la serenità dei figli minori.

I fatti sarebbero avvenuti a partire da metà agosto 2026, quando un gruppo numeroso di genitori ha presentato una querela dettagliata presso gli uffici del 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Venezia nei confronti di una donna che gestiva una struttura di supporto all’infanzia e all’istruzione parentale in terraferma. Secondo la denuncia, la responsabile attirava le famiglie con annunci social curati, proponendo servizi di consulenza online, asili parentali, piattaforme di studio e tutoraggi privati, anche per ragazzi con fobie scolastiche.

Nella denuncia viene inoltre segnalata una progressiva opacità nella gestione economica: dopo un iniziale periodo con pagamenti tracciabili, la titolare avrebbe cominciato a pretendere rette esclusivamente in contanti. In alcuni casi avrebbe richiesto e incassato anticipi fino a 4.000 euro a famiglia, per un totale di circa 30.000 euro solo per gli importi di cui i genitori sono a conoscenza.

Pochi giorni dopo aver incassato tali somme, la gestione avrebbe interrotto improvvisamente ogni servizio, comunicando la cessazione immediata delle attività tramite un semplice messaggio di testo e adducendo improvvisi motivi personali. Da quel momento, la persona è scomparsa trattenendo le somme versate in anticipo, senza procedere a restituzioni.

Le verifiche avviate dai genitori dopo la chiusura avrebbero messo in luce ulteriori elementi di opacità riguardanti la sicurezza della struttura, la contrattualizzazione del personale — descritto come “volontario” ma operante come dipendente — e la reale provenienza dei pasti somministrati ai bambini.

La segnalazione sottolinea inoltre che la stessa persona avrebbe ripreso ad attivarsi all’interno di gruppi social dedicati all’istruzione parentale, tentando di intercettare nuove famiglie. Avrebbe adottato la pratica di bloccare preventivamente sui social i genitori già truffati, impedendo così che possano mettere in guardia altri utenti.

Tutti i documenti, le ricevute dei pagamenti in contanti e la copia del verbale di ricezione della querela presentata alla Guardia di Finanza sono in possesso dei segnalanti e sono al vaglio della magistratura.

(lettera firmata)